Famiglia nel bosco: mamma Catherine allontanata dalla casa famiglia e bimbi trasferiti+++IN AGGIORNAMENTO+++

Ultime clamorose novità sulla vicenda della famiglia del bosco: mamma Catherine è stata mandata via dalla casa famiglia di Vasto. Anche i bambini devono essere trasferiti. Legali e periti di parte della famiglia parlano di “escalation di gravità enorme e assurda”

Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di allontanare la mamma dei bambini del bosco dalla casa famiglia, in cui le è stato finora concesso di stare con i piccoli, e di trasferire anche i minori. Lo ha confermato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, prima di entrare nella casa famiglia dove oggi è in programma la perizia psicologica sui bambini.

“C’è un’ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato – spiega – che, in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre. Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Andreotti, non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta”, ha chiosato l’avvocato visibilmente irritato dalla decisione dei giudici.

Non è chiaro a questo punto se i test psicologici sui minori saranno effettuati nella struttura protetta o se, invece, in un altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana. La perizia è in programma oggi e domani.

Un componente del consiglio di amministrazione della casa famiglia, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha detto:

“Noi come casa famiglia non abbiamo chiesto il trasferimento. Quella è una valutazione che fa la
psicologa. Non lo abbiamo chiesto noi come struttura”.

A quanto appreso allora, in una lettera si chiedeva di valutare il trasferimento dalla casa famiglia di Vasto, dove la madre e i tre bambini della famiglia nel bosco si trovano dal 20 novembre scorso, per criticità nella gestione quotidiana dovuta al mancato rispetto delle regole interne e delle modalità organizzative previste dalla comunità. Gli operatori riferivano di episodi di tensione e comportamenti ritenuti non conformi ai protocolli, anche in relazione agli accessi e alla gestione
degli spazi condivisi.

Una decisione “che ci terrorizza”. Con queste parole Marina Aiello, una delle psicologhe che compone il team dei periti della ‘famiglia del bosco’, ha commentato la decisione del tribunale dei minorenni dell’Aquila di allontanare la madre dalla casa famiglia e separare anche i tre bimbi.

“Non ho ancora parlato con i genitori – ha detto entrando nella struttura protetta -, siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda”.

Per la famiglia del bosco l’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni esprime la sua contrarietà al trasferimento dei bambini senza la madre e chiede che la decisione “venga sospesa” in attesa di “un ulteriore approfondimento medico indipendente”. Approfondimento “atto a verificare – spiega – le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”.

«Siamo molto preoccupati perché fare una perizia su bambini, su minori richiede molte competenze; però noi vogliamo offrire la nostra collaborazione”: è quanto dichiara lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte dei legali che assistono la coppia della ‘famiglia nel bosco’, nel giorno in cui è in programma la perizia psicologica sui tre bambini. Quanto al ricongiungimento dei bimbi ai genitori ‘dipende dai giudici, ma confido sul buon senso – dice Cantelmi -. Ogni giorno che passa è un dolore in più”. “Nonostante tutte le perplessità che abbiamo sulla metodologia, su come sono andate finora le cose in questa perizia e su come potrebbero andare, tuttavia noi offriamo tutta la nostra collaborazione – conclude Cantelmi – perché si possano fare le migliori osservazioni su questi bambini che hanno necessità di tre cose: che genitori vengano restituiti loro, che abbiano un’abitazione idonea e che siano monitorati da un’équipe socio-sanitaria della Asl».

“Qualche settimana fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti – ricorda Terragni – aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini’. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”. Per Terragni “in nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti – auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”. Il rischio, secondo la Garante, è “di infliggere ai bambini un ulteriore trauma dopo la separazione dal padre”.

C’era attesa per oggi, primo giorno delle perizie sui tre piccoli ma la notizia dell’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila cambia, forse, gli scenari immediati. A chiedere di collocare altrove Catherine Birmingham e i tre piccoli è stata la stessa casa famiglia, che ha sottolineato il comportamento fortemente oppositivo della donna. Accuse dalla donna sempre fermamente respinte.

LE REAZIONI

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio:

«Apprendo con profonda tristezza la notizia che i bambini di Palmoli sono stati allontanati dalla casa famiglia e dalla loro madre. È una decisione che, pur nel pieno rispetto delle valutazioni dell’autorità giudiziaria, non può lasciarci indifferenti. Proprio mentre tutti nutrivamo la speranza di una rapida e positiva conclusione di questa dolorosa vicenda, ci troviamo di fronte a un nuovo passaggio che genera sofferenza e smarrimento in quanti hanno seguito con partecipazione la storia di questa famiglia. Condivido pienamente le preoccupazioni del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, che stamattina è subito andata sul posto, e con cui sono stato in stretto contatto, che ha condiviso con me la preoccupazione delle conseguenze che scaturiscono da questa decisione, che anziché accorciare le distanze allarga la frattura. Una
decisione sicuramente intempestiva, inopportuna e sproporzionata che mette a rischio il diritto dei bambini a crescere in un ambiente sereno e affettivamente stabile. Come Presidente della Regione Abruzzo, pur nel pieno rispetto delle decisioni assunte dall’autorità giudiziaria, affermo che non possiamo ignorare il sentimento di dolore e smarrimento che questa vicenda suscita in tutti coloro che ne hanno seguito con attenzione gli sviluppi, sperando in una rapida e serena ricomposizione del nucleo familiare, con il diritto di questi bambini di poter crescere accanto alla loro mamma e al loro papà. Sento il dovere di esprimere vicinanza e solidarietà ai genitori e ai bambini, e l’auspicio sincero che si possa giungere al più presto a una soluzione giusta e serena, che restituisca serenità ai minori e fiducia a quanti hanno sofferto insieme a loro».

Il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Rossano Sasso:

«Una decisione che fa male. Il Tribunale dei minori de L’Aquila ha deciso di allontanare anche la mamma della famiglia nel bosco dai propri figli. Dopo mesi in cui lo Stato ha disposto l’allontanamento del papà e il trasferimento dei bimbi in una struttura insieme alla mamma (che però poteva vederli solo per poche ore), adesso arriva la decisione agghiacciante di allontanare anche lei. Altro dolore, altri danni psicologici per quei bambini e quella famiglia. Noi di Futuro Nazionale, vogliamo vederci chiaro: in uno Stato che consente a migliaia di bimbi di crescere nel degrado dei campi rom, nella sporcizia, in ambienti in cui si consumano reati senza che nessun giudice intervenga, vogliamo capire il perché di questo accanimento. Presenterò una interrogazione parlamentare urgente ai ministri della Giustizia e della Famiglia, Nordio e Roccella, e non escludiamo di utilizzare ulteriori nostre prerogative parlamentari per approfondire questa brutta vicenda».

La Lega sul suo profilo social su X:

«Una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza. Chiederemo ispezione urgente del ministero della Giustizia».

L’Osservatorio sui diritti dei minori:

«Nel rispetto delle prerogative istituzionali e delle decisioni delle autorità competenti, non si può tuttavia non sottolineare la straordinarietà e la gravità di quanto sta accadendo nella vicenda dei bambini a Palmoli -. ha dichiarato il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale – In poco più di tre mesi i minori hanno subito due allontanamenti. Il primo dalla loro vita familiare – evidenzia il sociologo – e il secondo, a quanto si apprende, determinato oggi, con il trasferimento in un’altra struttura. Si tratta di passaggi che inevitabilmente incidono sulla stabilità emotiva e affettiva di bambini che, più di ogni altra cosa, avrebbero bisogno di continuità, anche ambientale, e punti di riferimento certi. Era del tutto prevedibile che la madre potesse manifestare atteggiamenti oppositivi in una condizione del genere. La permanenza prolungata in struttura insieme ai figli non poteva che generare tensione e forte disagio emotivo, comprensibilmente accentuati dalle circostanze straordinarie. Proprio per queste ragioni il secondo allontanamento e il trasferimento in un’altra struttura non possono non suscitare seria preoccupazione, introducendo ulteriore discontinuità in vite già segnate da passaggi estremamente delicati e traumatici per i minori».

Il Moige:

«Come Moige-Movimento Italiano Genitori non possiamo restare in silenzio di fronte a quello che
appare come un accanimento istituzionale nei confronti di bambini e genitori già provati da mesi di separazione forzata. Questi tre piccoli si trovano lontani dalla propria famiglia da quattro mesi, ospiti di una struttura protetta nell’area di Vasto, e oggi – invece di compiere un passo verso la serenità – si trovano nuovamente strappati a un punto di riferimento affettivo fondamentale: la loro madre» ha detto Antonio Affinita, direttore generale Moige che chiede al governo una revisione complessiva urgente dell’intero procedimento giudiziario e delle procedure adottate.

«Ci chiediamo – aggiunge -: quali benefici reali stanno ricevendo questi bambini da questo susseguirsi di provvedimenti? La nostra risposta, purtroppo, è che i danni inflitti superano
di gran lunga i benefici attesi. Il trauma della separazione, amplificato da ulteriori misure restrittive adottate senza apparente gradualità né attenzione al benessere psico-emotivo
dei minori, rischia di lasciare ferite profonde e durature».

La presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla:

«Non bastava la devastazione già arrecata alla famiglia nel bosco con l’allontanamento dei figli
della loro casa. Se corrisponde al vero l’accanimento diventa parossistico: la nuova ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila nega ai bambini anche la possibilità di vedere la madre e impone loro lo stress di un nuovo trasferimento. Questa vicenda ha ormai assunto tutti i contorni di un’assurda disfida fra i coniugi Trevallion e il Tribunale, nella quale le uniche vittime certe saranno i tre figli, alla faccia del tanto evocato superiore interesse dei minori: non bastavano tutte le sofferenze già inflitte, che potevano e dovevano essere evitate? Ci sarebbe bisogno del contrario, di un ritorno alla normalità per questa famiglia devastata dai provvedimenti giudiziari».

Barbara Orsini: