Bilancio Comune Pescara: discussione fino a scadenza

Non ci sarà modo di anticipare i tempi rispetto alla scadenza naturale del 28 febbraio per quel che riguarda l’approvazione del Bilancio al Comune di Pescara, prima del ritorno parziale al voto dell’8 e 9 marzo. Saltato definitivamente l’accordo tra maggioranza e opposizione.

Una seduta di Consiglio Comunale a Pescara, ieri, come tante ne vedremo da qui fino al 28 febbraio, giorno della resa dei conti, e più tecnicamente giorno ultimo per approvare il Bilancio. Nei giorni scorsi si sono susseguite interlocuzioni, nelle varie conferenze dei capigruppo, per trovare una quadra e giungere all’approvazione di un documento tecnico in modo da prepararsi in tutta tranquillità alla tornata elettorale parziale dei prossimi 8 e 9 marzo, ma da una disponibilità di base, sia da una parte che dall’altra, si è passati a un nulla di fatto irreversibile e così, da qui alla fine di febbraio, si procederà con la discussione degli oltre mille emendamenti, destinati a una totale bocciatura. Sarebbe bastato un pò di buon senso, parere della maggioranza, senza star qui ad occupare la sala consigliare e a prenderci i gettoni di presenza a carico dei cittadini. Non possiamo consentire a questa amministrazione, parere dell’opposizione, di fare campagna elettorale dietro la gestione ordinaria, imposta dalla sentenza del Consiglio di Stato:

“Ci aspettavamo un accordo di buon senso – spiega Marcello Antonelli Consigliere Comunale di Forza Italia – ed invece abbiamo avuto richieste irricevibili come se il sindaco, tenuto in carica per la gestione ordinaria dai giudici, avesse dovuto comunque farsi da parte. Andremo avanti fino al 28 febbraio, non potendo garantire più di due sedute a settimana, con la certezza di non riuscire a votare tutti gli emendamenti che, vista l’improrogabile scadenza, saranno tutti cestinati.”

“La gestione ordinaria è una cosa – replica il ledaer dell’opposizione Carlo Costantini – la continua propaganda elettorale con tanto di supporto dello staff pagato dai cittadini è un’altra. Non abbiamo certo bisogno del gettone di presenza, è solo una questione di correttezza. Si continua a comunicare alla cittadinanza di quanto sia stato bravo il sindaco e che va tutto bene, ma, ad esempio, c’è un tema, quello della sicurezza, visti i fatti recenti, che non si vuole affrontare con misure adeguate e così viene annunciato trionfalmente l’arrivo di 15 nuove unità in Questura, quando il dato di fatto che saranno quasi 60 i poliziotti che andranno in pensione.”