Farmaco antiepilettico introvabile: il Ministero scrive ad AIFA. Autismo Abruzzo chiede risposte immediate
Autismo Abruzzo APS ha denunciato una situazione che continua a mettere a rischio la salute e la dignità di persone con disabilità complesse: la persistente indisponibilità del Depakin Chrono 500 mg in granulato a rilascio modificato, farmaco essenziale per il trattamento dell’epilessia in pazienti non collaboranti.
L’associazione ha inviato una PEC ad AIFA – Ufficio Farmaci Carenti, al Ministro della Salute e al Presidente della Regione Abruzzo, segnalando il caso di una donna trentenne con epilessia e disturbo dello spettro autistico, in terapia stabile da anni con questa specifica formulazione, oggi irreperibile nelle farmacie del territorio.
La formulazione in granulato è clinicamente indispensabile: la paziente non è in grado di assumere compresse né altre formulazioni (sciroppi o capsule), come attestato dal medico specialista. In casi come questo, non esistono alternative terapeutiche equivalenti praticabili.
Negli ultimi mesi Autismo Abruzzo ha raccolto centinaia di segnalazioni di famiglie in difficoltà. È noto che Sanofi abbia comunicato ad AIFA una ridotta capacità produttiva e che il farmaco sia inserito tra quelli temporaneamente carenti. Tuttavia, questa carenza sta compromettendo la continuità terapeutica di pazienti fragili, con rischi concreti per la salute.
Un passaggio importante è avvenuto nei giorni scorsi, quando il Ministero della Salute – Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale – Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Farmaco (Ufficio 02) ha inviato una nota ufficiale ad AIFA, e per conoscenza ad Autismo Abruzzo APS, avente ad oggetto:
“Carenza Depakin Chrono 500 mg granulato. Richiesta supporto per paziente con necessità clinica inderogabile”, chiedendo ad AIFA un diretto riscontro all’interessato e di tenere informata la Direzione Generale del Ministero.
“In risposta a tale nota, – spiega Dario Verzulli, presidente di Autismo Abruzzo – AIFA ha fornito un riscontro pressoché immediato, con una comunicazione formalmente cortese, ben scritta e articolata, nella quale vengono puntualmente richiamate le procedure burocratiche previste in casi di carenza di farmaci. Una risposta che, tuttavia, lascia profondamente perplessi. Di fronte alla richiesta di accesso a un farmaco essenziale e oggi introvabile sull’intero territorio nazionale, la soluzione non può essere scaricata sul paziente o sulla sua famiglia.
Il paziente non può e non deve trasformarsi in un funzionario AIFA, né essere chiamato a districarsi tra norme, commi e adempimenti amministrativi per ottenere una terapia salvavita. Chiediamo la disponibilità di un farmaco, non un elenco di atti burocratici. Il diritto alla cura non può essere sacrificato sull’altare della forma. Il paziente ha diritto alla cura. O non è più così? Viviamo o no in uno Stato di diritto?
La richiesta istituzionale conferma che la necessità clinica è inderogabile e che la problematica è ormai pienamente all’attenzione del Ministero. Ora servono azioni immediate, non ulteriori rimpalli, né risposte meramente salvaforma.
Autismo Abruzzo ha inoltre acquisito una prescrizione specialistica urgente rilasciata dalla ASL n.1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Presidio Ospedaliero San Salvatore di Coppito (L’Aquila), UOC di Neurofisiopatologia – Centro Epilessia, che richiede il Depakin 500 mg granulato a rilascio modificato ai sensi dell’art. 105 comma 4 del D.Lgs. 219, evidenziando l’urgenza della somministrazione e l’impossibilità di utilizzare compresse.
Ribadiamo con forza che triturare una compressa non è una soluzione: distrugge la formulazione a rilascio prolungato o modificato, rendendo la terapia inefficace e potenzialmente pericolosa.
Autismo Abruzzo chiede: l’attivazione immediata di procedure di importazione dall’estero del farmaco; indicazioni operative chiare e tempestive per ASL e farmacie territoriali e ospedaliere; la garanzia della continuità terapeutica per tutte le persone con epilessia e disabilità non collaboranti.
È inaccettabile che nel 2026 persone con autismo ed epilessia debbano soffrire o rischiare la salute per l’assenza di un farmaco salvavita. Il diritto alla cura non può dipendere dalla capacità di deglutire una compressa. Attendiamo ora risposte concrete e immediate”.
