Sabato 21 febbraio, alle ore 17.30, ad Atri, presso l’Auditorium S. Agostino si terrà la presentazione del volume “Undici – Racconto di un’elezione sospesa”, scritto da Paola Romualdi, Gabriella Liberatore e Gianluigi Antonelli, con prefazione di Manola Di Pasquale e postfazione di Jacopo Forcella.
Interverranno Luciano D’Alfonso, Deputato della Repubblica, e Carlo Costantini, Consigliere comunale di Pescara. Il libro ricostruisce, attraverso gli atti ufficiali e la documentazione disponibile, la vicenda che ha condotto all’annullamento delle elezioni comunali di Atri del 2023, determinate da uno scarto di undici voti. Ma Undici non si limita alla cronaca di un contenzioso elettorale: racconta ciò che è accaduto dopo, quando l’esercizio di un diritto previsto dalla legge – la richiesta di verifica e trasparenza delle operazioni elettorali nell’interesse della collettività – ha innescato una spirale che ha travalicato i confini della normale dialettica politica.
“Il volume nasce dall’esigenza di restituire i fatti nella loro oggettività, epurati da ricostruzioni storiche piegate alle convenienze del momento e da narrazioni orientate a influenzare la percezione pubblica – si legge in una nota – Attraverso documenti, atti e passaggi ufficiali, il racconto riporta al centro la verità processuale e amministrativa, sottraendola alla manipolazione e alla sovrapposizione di versioni interessate. Il racconto si sofferma non solo sugli aspetti istituzionali e procedurali della vicenda, ma anche sulle fasi successive, offrendo uno sguardo sul clima che si è sviluppato nella comunità e sul dibattito pubblico che ne è derivato. Gli autori affrontano inoltre la dimensione personale e sociale che può accompagnare eventi di forte rilevanza civile, mettendo al centro il tema del rapporto tra partecipazione democratica, tutela dei diritti e conseguenze che determinate vicende possono avere nella vita delle persone coinvolte. Cittadini comuni, che avevano agito alla luce del diritto, si sono ritrovati coinvolti in una dimensione pubblica e privata insieme: sottoposti a un clima di pressione crescente, a un’esposizione invasiva della propria vita personale, fino a essere associati a ipotesi gravissime e a subire strumenti di indagine come intercettazioni, in un contesto in cui le insinuazioni hanno spesso preceduto le prove. In quel clima, il discorso pubblico ha smesso di essere luogo di confronto per trasformarsi in terreno di delegittimazione personale. Le parole hanno anticipato i fatti; la ripetizione di una narrazione ha finito per sovrapporsi alla realtà. Il risultato è stato un processo mediatico e politico che ha inciso sulla dignità delle persone coinvolte, generando smarrimento, solitudine e una ferita profonda. Undici nasce da questa consapevolezza. Non come atto politico, ma come atto civile. Un’opera che ricostruisce con rigore ciò che è accaduto e restituisce dignità a una vicenda che ha segnato una comunità e rimette al centro le persone prima ancora dei ruoli. Il libro non pretende di imporre una verità, ma di offrire al lettore tutti gli elementi per maturare una propria valutazione finale, nella convinzione che la trasparenza e la conoscenza dei fatti siano presupposti essenziali di ogni democrazia. Undici si propone come un contributo di riflessione e ricostruzione su un episodio che ha segnato la città di Atri, con l’obiettivo di riportare attenzione sui fatti, sul loro impatto all’interno della comunità e sul valore delle istituzioni, sulla responsabilità del discorso pubblico e sul prezzo umano che talvolta si paga quando si sceglie di chiedere verità nell’interesse della collettività. Un appuntamento che invita alla riflessione sul valore delle istituzioni, sulla responsabilità del discorso pubblico e sul significato più profondo della partecipazione democratica.”