Associazione Coscioni: “Barriere architettoniche, Abruzzo in ritardo”

barriere-architettoniche11

Secondo lo studio dell’associazione Luca Coscioni in Abruzzo solo 2 capoluoghi su 4 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche

L’approvazione del PEBA in Consiglio comunale è prevista da una legge del 1986, ma secondo l’associazione Luca Coscioni l’Abruzzo è in forte ritardo. Solo due capoluoghi di provincia su quattro sono in linea con la legge: L’Aquila e Pescara lo hanno approvato, mentre nessuna informazione risulterebbe da Chieti e Teramo. In Italia solo il 36,4 per cento dei capoluoghi di provincia ha adottato il PEBA previsto dalla legge del 1986.

È quanto emerge dall’indagine dell’associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei PEBA con la Legge 28 febbraio 1986 n. 41, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani per verificare quanto il Paese sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.

«In Abruzzo risultano in regola L’Aquila, che ha approvato il PEBA con delibera n. 96 del 2023, e Pescara, che si è dotata del Piano con delibera n. 30 del 2024. Diversa la situazione di Chieti e Teramo: sui siti istituzionali e nelle sezioni Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al PEBA e le richieste di accesso agli atti da noi promosse non hanno ricevuto risposta.

Il quadro regionale – prosegue l’associazione Luca Coscioni – mostra dunque una regione divisa a metà tra Comuni che si sono adeguati a un obbligo di legge in vigore da quarant’anni e amministrazioni che non garantiscono nemmeno la trasparenza su uno strumento fondamentale per l’accessibilità».

A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili.

Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.

«Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA – dichiara l’Avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità -. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia, sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi».

Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità, aggiunge:

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».

L’indagine dell’associazione sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online.  L’indagine rimane aperta: l’associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a [email protected].