La Filcams Cgil Chieti e la Fisascat Cisl Abruzzo e Molise denunciano l’escalation di assalti ai portavalori che mettono a rischio la vita dei lavoratori della vigilanza privata
“Non si tratta più di eventi sporadici, ma di una vera e propria emergenza che il sindacato segnala da tempo e che continua a essere sottovalutata dalle istituzioni e dalle aziende del settore. – si legge nella nota del sindacato – Le guardie giurate operano in condizioni di rischio elevatissimo, spesso senza adeguati strumenti di prevenzione, con organici ridotti, carichi di lavoro pesanti e protocolli di sicurezza non aggiornati rispetto al livello di violenza degli attacchi criminali.
Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’assalto di stamattina e alle loro famiglie, ribadendo che la sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto fondamentale e un obbligo morale e giuridico. È inaccettabile che chi svolge un servizio essenziale per il Paese continui a pagare il prezzo di scelte orientate al risparmio e alla logica del massimo ribasso. Le istituzioni competenti devono prendere atto che la situazione è ormai fuori controllo e che non è più possibile rimandare interventi strutturali.
Chiediamo con urgenza il rafforzamento degli standard di sicurezza nei servizi di trasporto valori; investimenti reali in mezzi, tecnologie e organizzazione del lavoro; una revisione dei modelli operativi che metta al centro la tutela dell’incolumità dei lavoratori; un maggiore coordinamento tra sicurezza pubblica e vigilanza privata. La sicurezza sul lavoro viene prima di tutto. Senza risposte concrete e tempestive, la Filcams Cgil di Chieti continuerà la mobilitazione a tutela di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro in condizioni di rischio inaccettabili. La vita dei lavoratori non è negoziabile”.
Anche la Fisascat Cisl Abruzzo e Molise torna a richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza nel settore del trasporto valori, un’attività ad alto rischio che, troppo spesso, resta ai margini del dibattito pubblico e dell’agenda istituzionale, salvo riemergere in occasione di gravi fatti di cronaca.
“Gli episodi di assalto ai portavalori, sempre più frequenti e violenti (almeno tre episodi nella Provincia di Chieti negli ultimi tre anni), evidenziano come le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata operino quotidianamente in condizioni di forte esposizione al pericolo, senza che a questo rischio corrispondano sempre adeguati livelli di prevenzione, di investimento e di riconoscimento economico e professionale.
Si tratta di un settore essenziale per il funzionamento del sistema economico del Paese, che richiederebbe un’attenzione costante e non episodica.
Intervenire solo dopo eventi delittuosi non è sufficiente: è necessario un approccio preventivo, strutturale e condiviso, capace di accompagnare l’evoluzione delle modalità criminali e di garantire standard di sicurezza realmente efficaci.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’ultimo grave episodio e alle loro famiglie, ribadendo che la sicurezza non può essere considerata una variabile accessoria, ma deve rappresentare un elemento centrale nell’organizzazione dei servizi di trasporto valori.
Riteniamo quindi importante aprire un confronto serio e continuativo con le istituzioni e con le aziende del settore, finalizzato a rafforzare gli standard di sicurezza; investire in mezzi, tecnologie e modelli organizzativi più adeguati; valorizzare il lavoro delle guardie giurate, anche sul piano salariale e professionale; migliorare il coordinamento tra sicurezza pubblica e vigilanza privata. La sicurezza sul lavoro viene prima di tutto!
Fisascat Cisl continuerà a sollecitare attenzione e interventi concreti, affinché un’attività ad alto rischio non resti invisibile fino al verificarsi di eventi drammatici. La tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve essere una priorità costante”.
“Quanto accaduto in Abruzzo – dichiara Giusi Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl – testimonia ancora una volta
la necessità e l’urgenza di riavviare immediatamente il confronto in sede istituzionale sulle condizioni di sicurezza
per le lavoratrici e i lavoratori che svolgono il delicato incarico di scorta e trasporto valori. La richiesta di riconvocazione del tavolo presso il ministero dell’Interno è già stata formalmente avanzata, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Il 2025 – prosegue la sindacalista – si è chiuso con un bilancio pesantissimo in termini di assalti ai portavalori, e il 2026 si è aperto purtroppo con un nuovo episodio di estrema violenza, che mette a rischio non solo l’incolumità degli addetti del settore, ma anche quella della collettività. Non basta più lo sdegno: è indispensabile intervenire subito, mettendo attorno allo stesso tavolo tutte le parti coinvolte per individuare soluzioni concrete ed efficaci”.
Secondo la Fisascat Cisl, la situazione non può più essere affrontata in una logica emergenziale o localizzata.
“Siamo di fronte a una criticità strutturale che interessa vaste aree del Paese – sottolinea ancora Sferruzza – e che richiede
un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, a partire dal Governo, aziende e committenze che, insieme al
sindacato possono e devono individuare interventi volti a garantire condizioni di lavoro sicure, adeguate e all’altezza
dei rischi reali che le lavoratrici e i lavoratori del trasporto valori affrontano quotidianamente”.
