Asl Lanciano Vasto Chieti, la Uil denuncia smantellamento facchinaggio

La UIL FPL protesta lo smantellamento del servizio di facchinaggio nei presìdi ospedalieri della ASL Lanciano-Vasto-Chieti

In particolare le segnalazione riguarda gli ospedali Renzetti di Lanciano, San Pio di Vasto e SS. Annunziata di Chieti. Al centro della protesta sindacale c’è il progressivo smantellamento del servizio di facchinaggio, essenziale per il funzionamento quotidiano degli ospedali.

Il riferimento è alla logistica sanitaria: stoccaggio e trasporto di farmaci, provette e materiali dai magazzini alle unità operative.

“Un servizio – spiega il sindacato – che negli anni è stato ridotto, depotenziato e infine quasi azzerato, fino a provocare un vero e proprio collasso organizzativo. Le conseguenze sono gravi e quotidiane: ritardi nella distribuzione dei farmaci, disservizi continui, reparti in difficoltà e personale sanitario costretto a sopperire a carenze strutturali che nulla hanno a che fare con l’emergenza, ma molto con scelte gestionali sbagliate. A pagarne il prezzo non sono solo i lavoratori, ma anche e soprattutto i pazienti ricoverati”.

All’origine del caso c’è il mancato rinnovo del contratto con la cooperativa che fino a poco tempo fa garantiva il servizio di facchinaggio. Una decisione assunta, secondo la UIL FPL, per abbattere i costi e rientrare nel piano di rientro economico imposto dalla Regione, senza però valutare l’impatto devastante sull’organizzazione ospedaliera.

Per colmare il vuoto, la Direzione Strategica ha scelto una strada che il sindacato definisce inaccettabile: impiegare Operatori Socio-Sanitari (OSS) in attività di facchinaggio.

“Un utilizzo improprio e illegittimo, che configura un vero e proprio demansionamento, oltre a sottrarre personale all’assistenza diretta dei pazienti, funzione primaria per cui questi operatori sono assunti. Il risultato è un doppio danno: operatori socio sanitari allo stremo, costretti a turni massacranti e mansioni non proprie, e reparti impoveriti, privati di figure fondamentali per la cura e l’assistenza. Il tutto in un contesto di carenza cronica di organico, che le recenti assunzioni non riescono minimamente a compensare. Ma c’è di più. In queste settimane si è arrivati all’assurdo: in mancanza di personale destinato al facchinaggio, tali attività sarebbero state svolte persino da dirigenti e figure apicali del servizio SAPS”.

Un episodio che, secondo la UIL FPL, certifica in modo inequivocabile “l’improvvisazione e l’incompetenza con cui vengono gestiti i processi di lavoro all’interno della ASL”.

In questo quadro di disordine e rischio, alcune unità operative – alle quali la UIL FPL esprime piena solidarietà e profondo apprezzamento – hanno comunicato la propria disponibilità a provvedere autonomamente al ritiro di farmaci e materiali, coinvolgendo personale medico, infermieristico e tecnico. Una disponibilità dettata esclusivamente dal senso di
responsabilità e dallo spirito di servizio, pur nella consapevolezza di operare attraverso procedure del tutto irregolari.

È questo, per la UIL FPL, il simbolo più evidente del fallimento gestionale che sta attraversando la ASL Lanciano-Vasto-Chieti. Il sindacato infine lancia ora un ultimatum pubblico:

“Se questa vergognosa situazione non verrà risolta immediatamente, il sindacato procederà senza alcuna esitazione alla segnalazione agli organi di vigilanza e controllo, all’attivazione di azioni formali e ricorsi, fino ad arrivare alla magistratura ordinaria. Qui non è in gioco solo la dignità dei lavoratori, ma la tutela della salute collettiva, che non può essere sacrificata sull’altare dei tagli e delle logiche contabili. La UIL FPL non resterà a guardare e chiama la Direzione strategica e le istituzioni competenti ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. La sanità pubblica non può essere gestita con l’improvvisazione. I lavoratori e i cittadini meritano rispetto”.

Marina Moretti: