Si è completata questa mattina, con il rientro in possesso degli impianti di risalita e degli immobili della stazione di Prato Selva di Fano Adriano, in provincia di Teramo, la procedura di riconsegna dei beni di proprietà della Gran Sasso Teramano da parte dell’ex gestore e custode Marco Finori, come stabilito dalla sentenza dei giudici della Corte d’Appello dell’Aquila, dinanzi ai quali pende il contenzioso civile tra le parti
La scorsa settimana analoga procedura era stata conclusa presso l’altra stazione turistica dei Prati di Tivo di Pietracamela. Anche questa mattina è stato necessario l’intervento dell’ufficiale giudiziario, richiesto dalla GST, in assenza dell’ex custode, il quale si era opposto alla riconsegna in forma bonaria. A differenza di quanto trovato ai Prati, dove la seggiocabinovia della Madonnina è in condizioni discrete e in grado di funzionare previa una nuova manutenzione, gli impianti e gli immobili di Prato Selva sono stati trovati in condizioni pessime, in pieno degrado e in assoluto abbandono, non funzionanti ormai da oltre dieci anni. E ancora a differenza di quanto accaduto ai Prati di Tivo, in questa stazione oggi sono stati trovati i registri di manutenzione, rinvenuti in un casotto alla base di partenza della seggiovia, incustoditi e macerati. Gli analoghi registri, fondamentali per ricostruire la vita tecnica di un impianto e della cura ad esso riservata, sono introvabili per la seggiocabinovia dei Prati di Tivo: un aspetto questo per il quale la Provincia di Teramo, proprietaria dell’impianto – che ha funzionato fino allo scorso settembre ma solo in assetto estivo e per un mese – si riserva di presentare una richiesta di danni. Domani mattina è prevista una riunione
‘tecnica’ nella sede dell’Ente, per valutare i passi successivi. Tra le priorità c’è da affrontare la manutenzione della
seggiocabinovia, finalizzata ad una sua eventuale riapertura con una nuova gestione.