Amministrative Pescara: si tornerà al voto in 23 sezioni

Il 18 dicembre l’udienza del Consiglio di Stato sui ricorsi relativi alle ultime elezioni al Comune di Pescara, la sentenza: si tornerà al voto in 23 sezioni

La sentenza del Tar ha annullato il voto delle comunali di Pescara in 27 sezioni su 170. Il Consiglio di Stato ha esaminato i ricorsi il 18 dicembre. I giudici avevano 45 giorni per decidere, ma i procedimenti amministrativi elettorali seguono una procedura accelerata.

La sentenza resa nota oggi riduce il numero di sezioni in cui si dovrà ripetere il voto: 23 invece delle 27 indicate dal Tar.

Le 23 sezioni in cui si ripeterà il voto sono le numero 28, 31, 43, 44, 46, 55, 57, 71, 74, 89, 117, 157, 166, 25, 42, 45, 47, 51, 73, 78, 95, 137, 169. Escluse quindi 2, 90,140 e 145.

Si andrà alle urne in primavera, l’amministrazione attuale resterà in carica per gli atti ordinari. Il Consiglio di Stato dunque ha confermato quanto stabilito dal Tar, dopo il ricorso per irregolarità durante l’ultima tornata elettorale, escludendo però 4 sezioni delle 27 incriminate.

Sono circa 14mila, a Pescara, gli aventi diritto al voto nelle 23 sezioni (di cui una ospedaliera) per cui il Consiglio di Stato ha disposto nuove elezioni. Mentre gli uffici comunali sono al lavoro per l’aggiornamento del corpo elettorale, l’ultimo dato disponibile è quello delle elezioni amministrative 2024. Il nuovo voto dovrebbe svolgersi indicativamente entro due mesi a partire da oggi: a indicare la data sarà il prefetto. Se le elezioni parziali dovessero cambiare l’esito del voto e non dovessero confermare la vittoria al primo turno del sindaco Carlo Masci, l’intera città dovrà tornare alle urne dopo due settimane per il turno di ballottaggio. In attesa delle nuove elezioni, come previsto dall’ordinanza del Tar dello scorso 25 giugno, si lavorerà solo sull’ordinaria amministrazione e sugli
atti urgenti e indifferibili. Alle elezioni del 2024 erano stati circa 4.300 i voti ottenuti da Carlo Masci nelle 23 sezioni in questione; circa 3.000 quelli ottenuti da Carlo Costantini (centrosinistra). Complessivamente, il sindaco aveva vinto al primo turno con il 50,95% dei voti, pari a 31.535 preferenze, circa 500 in più di quante ne servivano per evitare il ballottaggio, mentre Costantini si era fermato al 34,24% (21.192). A seguire, il civico Domenico Pettinari, con il 13,08% dei consensi (8.096 voti), e il renziano Gianluca Fusilli (1,73%, 1.070 voti). I votanti erano stati in tutto 63.664, pari al 61,68% degli aventi diritto.
Il Tar Abruzzo, con provvedimento dello scorso 25 giugno, parlando di “vizi che trascendono aspetti meramente formali” e di “numerosissime irregolarità” e inviando tutto alla Procura di Pescara per la valutazione di eventuali ipotesi di reato, aveva disposto l'”annullamento delle votazioni e del risultato della procedura elettorale, con annullamento degli atti di proclamazione degli eletti dei candidati a Sindaco e Consiglieri Comunali e di nomina”, disponendo nuove elezioni nelle 27 sezioni in cui erano emerse le criticità più gravi.

I giudici di Palazzo Spada ordinano che la sentenza “sia eseguita dall’autorità amministrativa”. Nella sentenza, il Consiglio di Stato spiega anche perché non si deve procedere all’annullamento totale del voto:

“Il Collegio – si legge – ha ritenuto di ritenere mere irregolarità gli errori di verbalizzazione, nella misura in cui non ridondino in una compressione della libera espressione del voto, e cioè in tutti i casi è stato possibile, tramite la verificazione, ricostruire la tracciabilità delle schede e l’attendibilità del risultato. E dunque sono state annullate le operazioni elettorali” solo nelle sezioni per le quali “non è stato possibile desumere la volontà del corpo elettorale”. Ciò ha comportato una “valutazione caso per caso, sezione per sezione, come del resto bene posto in evidenza dalla sentenza appellata, che il Collegio ha ritenuto di condividere, anche in ragione della particolarità della vicenda in esame, ‘caratterizzata proprio dal notevolissimo, complessivo, disordine nella verbalizzazione, chiaramente confermato dalla verificazione”.

Verifiche che hanno permesso di accertare “i soli casi in cui questo disordine ha raggiunto livelli tali da concretizzarsi in un vero e proprio vizio sostanziale”. A proposito della cosiddetta prova di resistenza, cioè il numero di 584 voti in più rispetto a 30.952 che hanno consentito al sindaco di vincere al primo turno, “non può affermarsi, con un sufficiente grado di certezza, che l’annullamento degli atti, nei limiti della illegittimità accertata, sarebbe inidoneo ad una modifica sostanziale del risultato”.

Le elezioni amministrative del 2024 erano state vinte dal sindaco di centrodestra Carlo Masci, un secondo mandato conquistato evitando il ballottaggio per meno di 500 voti.

Il sindaco Masci affida il suo commento a un comunicato, annunciando una conferenza stampa per domani. Lo sfidante Carlo Costantini esulta:

“Il sindaco dovrebbe chiedere scusa alla città e ai giudici del Tar”. E sulla scadenza del 1° gennaio 2027 per la Nuova Pescara aggiunge: “Sette mesi di governo cittadino bastano per fare meglio di quello che è stato fatto, anche la Nuova Pescara”.

 

SARANNO 23 LE SEZIONI IN CUI SI TORNERÀ AL VOTO

 

 

A fine luglio 2025 il Consiglio di Stato ha accolto le istanze cautelari presentate contestualmente al ricorso contro la sentenza del Tar che decretò l’annullamento delle comunali 2024 disponendo il nuovo voto solo in 27 sezioni su 170 sezioni, ossia quelle in cui erano state accertate le irregolarità più gravi.

Per il ritorno alle urne i candidati a sindaco sono gli stessi del 2024: Carlo Masci di Forza Italia, Carlo Costantini del centrosinistra, Domenico Pettinari della lista civica Pettinari Sindaco e Gianluca Fusilli di Stati Uniti d’Europa.

 

Marina Moretti: