Acop: «Sanità privata, stop alle disparità tra Nord e Sud»

L’Acop in audizione alla Commissione bilancio in vista della Finanziaria: va applicato lo stesso criterio sui tetti di spesa per i pazienti di fuori regione

Si è svolta in Commissione Bilancio del Senato l’audizione di Acop (Associazione coordinamento ospedalità privata) sulla Legge finanziaria 2024. La Delegazione era composta dai componenti del Direttivo nazionale Emmanuel Miraglia e Vincenzo Schiavone. Dopo aver ringraziato il presidente, senatore Nicola Calandrini per l’opportunità concessa, la delegazione Acop ha precisato di parlare per la Ospedalità privata accreditata che, rendendosi conto dei limiti posti dal Governo al Bilancio dello Stato, intende limitarsi ad un chiarimento ed a due richieste di precisazioni all’interno dei limiti di Bilancio.

Innanzitutto, Acop vuole chiarire e respingere le ripetute affermazioni di alcuni organi di stampa e di autorevoli parlamentari, di “regali” all’Ospedalità privata. Si è addirittura affermato, in occasione della finanziaria 2024 di «due miliardi dati ai privati» quando invece è notorio che «per legge» (Decreto Monti) da 10 anni i finanziamenti nel Fsn ai privati sono «bloccati», così come sono ferme da 20 anni le tariffe dei Drg. E tutto questo produce un costo per l’Ospedalità accreditata all’interno del Fondo nazionale ospedaliero pari al 15% a fronte di una produzione addirittura del 25%. Questo il ruolo dell’Ospedalità privata accreditata che ha innegabilmente contribuito a garantire in tutti questi anni la sopravvivenza del Servizio sanitario pubblico nel nostro Paese.

Passando alla richiesta di precisazioni, Miraglia ha dichiarato: 1) sul piano dei rapporti di lavoro è necessario precisare che nel finanziamento del rinnovo contrattuale degli ospedalieri siano anche compresi gli “ospedalieri” delle strutture accreditate; 2) Deve essere eliminata l’illogica, iniqua ed illegittima prassi secondo la quale nelle Regioni del sud alle strutture private accreditate la remunerazione delle prestazioni rese in favore dei cittadini residenti in Regioni diverse viene compresa nei cosiddetti tetti di spesa. Al contrario nelle Regioni del nord l’attività resa ai cittadini residenti altrove viene liberamente consentita oltre i tetti e naturalmente remunerata. Ciò comporta un’inaccettabile disparità di trattamento sia sul versante delle aziende (quelle del nord godono della giusta apertura, mentre altre, in particolare quelle del sud, non possono lavorare per cittadini extraregionali e non ricevono la dovuta remunerazione), sia sul versante dei cittadini, ai quali viene inibita la libera scelta di ricoverarsi in Strutture accreditate della propria Regione, mentre vengono indotti solo a ricoverarsi in Strutture accreditate di altre Regioni, in qualità di “pazienti extra regionali”. È un principio di equità a costo zero per le casse pubbliche e che invece depaupera le Regioni del sud da 20 anni di oltre un miliardo di euro l’anno. E con gravi sacrifici per i pazienti ed i loro familiari. In conclusione, il presidente senatore Nicola Calandrini ha manifestato apprezzamento per la chiarezza dei problemi illustrati e la loro rilevanza sul piano sociale.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.