Aborto: una proposta di legge regionale per diritti e sicurezza

Garantire un diritto previsto dalla legge e un servizio che fa parte a pieno titolo dei Livelli essenziali di assistenza. È l’obiettivo della proposta di legge regionale sul riordino del servizio di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) presentata dai consiglieri regionali di opposizione del Patto per l’Abruzzo

Il testo normativo rafforza il ruolo dei consulenti, promuove modelli territoriali e ambulatoriali per l’Ivg farmacologica, introduce strumenti di coordinamento regionale e sistemi di monitoraggio, con l’obiettivo di migliorare rapidità, prossimità e qualità delle prestazioni. Nel corso di una conferenza stampa, stamani, i consiglieri
hanno spiegato che la proposta “nasce dalla necessità di colmar un divario evidente tra quanto previsto dalla legge nazionale n. 194 del 1978 e ciò che accade nella pratica all’interno del servizio sanitario abruzzese”, perché in Abruzzo “l’accesso all’Ivg è ancora troppo disomogeneo, poco chiaro e fortemente condizionato dall’organizzazione delle singole strutture sanitarie”, con conseguenti “ritardi, difficoltà di accesso e disuguaglianze tra territori e tra donne”.
A pesare è anche “l’eccessivo numero di medici obiettori che non svolgono il servizio, lasciando quindi molti territori in balia di se stessi”. A questo si aggiunge “un’altra criticità rilevante: il trattamento farmacologico per l’Ivg, previsto
dalla normativa nazionale e sostenuto dalle linee guida – affermano – in Abruzzo non è pienamente garantito. Una carenza che non solo sottopone le donne a procedura invasiva anche quando potrebbero essere evitate, ma che comporta anche un costo maggiore per il sistema sanitario”. Sottolineando che la proposta di legge “nasce dall’ascolto dei territori e delle realtà associative impegnate su questo tema”, i consiglieri del Patto per l’Abruzzo spiegano che il provvedimento “si fonda sui principi sanciti dagli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e sulle competenze regionali in materia di tutela della salute e organizzazione del servizio sanitario”.

“In un ambito in cui il fattore tempo è centrale, una buona organizzazione non è una questione burocratica, ma una condizione essenziale per tutelare la salute, la dignità e la libertà di scelta delle persone. L’obiettivo finale – concludono – è semplice e concreto: assicurare a tutte le donne residenti in Abruzzo, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalla loro condizione sociale, l’accesso a un servizio previsto dalla legge in modo equo, sicuro e appropriato “

Barbara Orsini: