A Pescosolido si vota per inserire 300 ettari nel Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise

Oggi a Pescosolido, nel Frusinate, al confine con l’Abruzzo, il referendum sul conferimento al PNALM di 300 ettari di territorio comunale

Il referendum riguarda la proposta dell’amministrazione comunale del sindaco Donato Enrico Bellisario: conferire 300 ettari del territorio al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il terreno in questione si trova a quota 1.800 metri, è un’area impervia e quasi priva di attività,  ma dal significativo valore ambientale per il territorio protetto del Pnalm, per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile.

Pescosolido è un borgo ciociaro affacciato sulla piana di Sora da uno sperone di roccia, alle pendici di un massiccio calcareo appenninico che funge da spartiacque tra la valle del Liri e la valle di Comino, ai margini del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.

Il Vallone Lacerno è una delle più belle aree selvagge del Lazio, uno stupendo canyon di 5 km al confine con il Parco Nazionale d’Abruzzo da percorrere nel torrente, freddissimo anche d’estate. Lungo il corso del torrente Lacerno, che attraversa il territorio di Pescosolido fino a Campoli Appennino, si possono vedere chiare tracce delle comunità che si insediarono lungo il suo corso.

Per l’associazione Salviamo l’Orso l’eventuale ingresso di una parte del territorio di Pescosolido nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per alcuni rappresenterebbe un’opportunità straordinaria. Il Parco infatti è uno dei più importanti esempi di tutela ambientale in Italia e in Europa, ed è fondamentale per la conservazione di specie simbolo come l’orso bruno marsicano.

Secondo l’associazione far parte del Parco significa rafforzare la protezione degli habitat naturali; contribuire concretamente alla salvaguardia di specie rare e a rischio; inserirsi in una rete di territori che promuovono un modello di sviluppo sostenibile.

«L’esperienza di molti comuni dell’Appennino dimostra che la presenza del Parco può generare nuove opportunità economiche, in particolare nel settore del turismo naturalistico.

Pescosolido possiede un patrimonio naturale e paesaggistico di grande valore, ancora in parte inesplorato. Valorizzarlo significherebbe attrarre visitatori, creare nuove attività e offrire prospettive concrete soprattutto alle nuove generazioni.

Esistono inoltre strutture locali oggi inutilizzate o abbandonate che potrebbero essere recuperate e trasformate in centri di accoglienza e promozione del territorio, contribuendo a rilanciare l’economia locale. Da anni, Salviamo l’Orso è attiva sul versante laziale del Parco – tra San Donato Val di Comino, Settefrati e Picinisco – e siamo pronti ad avviare una collaborazione con il Comune di Pescosolido qualora l’esito del referendum fosse favorevole».

Marina Moretti: