L’Aquila, strade provinciali chiuse. Caruso: “Lavori saranno veloci”

Non rientra la protesta dei ciclisti aquilani per la chiusura da parte della Provincia dell’Aquila di alcune tra le strade più frequentate dagli amanti delle due ruote, che dal 24 aprile non possono più pedalare su 25 strade provinciali, chiuse perché ridotte a un colabrodo dopo un inverno di piogge e gelo.

E così sabato mattina in duecento si sono dati appuntamento davanti alla scuola della Guardia di Finanza a Coppito per cominciare da lì una pedalata di protesta, in direzione proprio di alcuni fra i luoghi preclusi, come Capitignano e Campotosto. Le strade vanno riparate e non chiuse, sostengono i ciclisti. Il timore è che per tutta l’estate le strade aquilane chiuse con determina dirigenziale resteranno inaccessibili, con un duro colpo anche all’economia locale di piccoli comuni di montagna che vivono del micro turismo, compreso quello vivace anche se non di massa del ciclismo e del motociclsimo.

Una protesta alla quale si sono associati sin da subito anche i motociclisti di tutta italia, non solo quelli aquilani, visto che le strade dell’entroterra montano aquilano – ad esempio quelle delle Capannelle, del Gran Sasso, di Campotosto – sono ricercatissime dai centauri. E già da giorni sui siti online circola la notizia secondo cui “L’Aquila chiude le strade alle moto per le troppe buche”.

Ai ciclisti risponde il presidente della Provincia Angelo Caruso, che assicura tempi celeri per concludere i lavori di risistemazione del manto stradale, in poche settimane. Ciclisti e centauri non ci stanno, il rishcio è di arrivare sino alla fine dell’estate, e chiedono il ritiro del divieto di circolazione.

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