Le onde gravitazionali esistono: ecco la musica dell’universo

Come spiegheremo ai più piccoli che i buchi neri esistono? E come descriveremo il funzionamento affascinante delle onde gravitazionali?

Dicendo, molto semplicemente, che gli scienziati e i ricercatori di tutto il mondo hanno trovato un nuovo linguaggio per parlare con l’universo. Un linguaggio che adesso deve essere tradotto parola per parola.

L’Universo ha un’infinità di segreti ancora da svelare, la prova arriva dall’osservazione delle onde gravitazionali descritte da Einstein 100 anni fa. La teoria degli scienziati sostiene che queste onde trasportino informazioni sui fenomeni che diedero origine al Big Bang, da cui nacque l’universo.

Oggi la loro esistenza è stata confermata: è una delle più grandi scoperte scientifiche del nostro tempo. La scoperta, è stata annunciata ufficialmente in una conferenza stampa congiunta Italia-Stati Uniti, nelle sedi dei due osservatori scientifici coinvolti: VIRGO, (che si trova a Pisa) e LIGO (che si trova a Washington), frutto di un lavoro lungo 35 anni.

E’ stata proprio la collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa a provocare il primo segnale delle onde mai scoperto, rilevato dalle antenne dello strumento Ligo. E in quella che probabilmente sarà “la scoperta del secolo” c’è anche la firma del Gran Sasso science institute dell’Aquila, con otto scienziati tra cui 6 giovani ricercatori dall’Italia, dalla Cina, dall’India e dal Pakistan.

D’ora in poi non solo vedremo il cosmo, ma ascolteremo le sue vibrazioni, la sua musica, come spiega il direttore del Gssi Eugenio Coccia. Un’esperienza straordinaria anche per due giovani ricercatori come l’indiano Akshat e il pakistano Imran.

La ricerca, pubblicata su “Physical review letters”, è destinata a rivoluzionare il modo di studiare l’universo. Cambierà il nostro approccio verso di esso e forse anche verso noi stessi, con il nostro modo di concepire l’umanità come parte integrante dell’immensità che la circonda.

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Marianna Gianforte: