Sentiero asfaltato in Parco Abruzzo, ira ambientalisti

Un sentiero asfaltato nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo scatena l’ira degli ambientalisti: “Come segno nero con pennarello su Primavera Botticelli”.

“Un terribile sfregio a un santuario della natura mondiale, regno di lupi e orsi; è come aver segnato con un pennarello nero la Primavera di Botticelli. Bisogna fermare tutti gli interventi che stanno andando avanti. Da decenni non si vedeva un attacco di simili proporzioni alla natura e al paesaggio del più famoso parco italiano”. Così Forum H2o, Stazione Ornitologica Abruzzese e Nuovo Senso Civico denunciano come “un nastro d’asfalto di chilometri deturpa un santuario della natura nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise”. La protesta degli ambientalisti riguarda i lavori di manutenzione e asfaltatura di un tratto di strada sterrata che attraversa i Prati d’Angro, fino alla Fonte dell’Aceretta, a Villavallelonga, nel cuore dell’area protetta, in “uno dei luoghi simbolo dell’Orso bruno marsicano”, tra l’altro sito della rete Natura2000.

Lavori che potrebbero mettere a rischio i progetti comunitari di tutela dell’orso. Dopo le migliaia di condivisioni sui social per l’unica immagine inizialmente diffusa, ora le associazioni divulgano fotografie e video dello “scempio”.

“Istantanee – dicono gli ambientalisti – che fanno letteralmente stringere il cuore: le pietre della Fontana dell’Aceretta coperte maldestramente dal catrame; i boschi attraversati da un serpentone nero; i prati che sono sovrastati dal colore del bitume. Un paesaggio pastorale e montano preziosissimo trasformato irrimediabilmente quasi fosse un sobborgo di una città, usando un derivato del petrolio che è l’esatto opposto di quello che ci dovrebbe essere in mezzo alla natura. Non abbiamo fermato Ombrina mare e il suo catrame per ritrovarcelo spalmato sui prati delle nostre montagne. Da tutta Italia – sottolineano gli ambientalisti – i cittadini indignati reclamano il blocco immediato dei lavori su tutta la strada, il ripristino della strada sterrata che è stata coperta dal bitume per chilometri, che chi ha autorizzato paghi per la scelta folle di asfaltare con mezzo milione di euro di fondi pubblici una strada sterrata che andava chiusa per legge”.

Intanto la Forestale ferma i lavori e scattano le denunce

Tre i denunciati per la realizzazione del tratto di strada di oltre 1.000 metri per il mancato rispetto delle prescrizioni impartite dall’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. A seguito di numerose segnalazioni ed esposti presentati dalle associazioni ambientaliste, i forestali della stazione di Gioia dei Marsi hanno acquisito la documentazione inerente il progetto presso il Comune di Villavallelonga.

I Forestali hanno accertato la posa in opera di un manto di conglomerato bituminoso in una delle aree del Parco ritenute di più alto valore naturalistico a livello nazionale – per la presenza di specie particolarmente protette come l’Orso bruno marsicano – contrariamente alle prescrizioni impartite dall’Ente Parco che ne prevedevano la conservazione del tratto sterrato. Nei tratti assentiti, è stato inoltre accertata la realizzazione di un manto tradizionale in luogo di quello ecologico, in difformità delle previsioni progettuali. I forestali della stazione di Gioia dei Marsi hanno pertanto bloccato i lavori della strada ed hanno deferito all’autorità giudiziaria il responsabile unico del procedimento amministrativo, il direttore dei lavori e la ditta esecutrice, in concomitanza con l’emissione di apposito provvedimento di sospensione lavori emanato dal Parco. Le attività investigative continuano per definire tutti gli aspetti della vicenda, anche al fine di interessare le autorità competenti sotto il profilo della riparazione del danno all’ambiente arrecato.

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Antonella Micolitti: