Milano Golosa: vini bio e vegan dall’Abruzzo

Punta tutto sulla qualità delle materie prime la quinta edizione di Milano Golosa: i nuovi vini bio e vegan di Cantina Tollo dall’Abruzzo alla fiera lombarda, dal 15 al 17 ottobre.

C’è anche la produzione vinicola abruzzese a Milano Golosa, la fiera che aprirà i battenti domani e si protrarrà fino a lunedì 17 ottobre. In vetrina nel capoluogo lombardo i vini di Cantina Tollo, dal bio vegan al MO, il Montepulciano d’Abruzzo Dop Riserva vincitore del premio Tre Bicchieri 2017 del Gambero Rosso. La qualità della materia prima è il tema dominante di questa quinta edizione di Milano Golosa, per questo Cantina Tollo ha deciso di essere presente a Palazzo del Ghiaccio con una degustazione dei propri vini biologici e vegani e con una produzione concentrata esclusivamente sui vitigni autoctoni del territorio abruzzese.

“Anche quest’anno rinnoviamo la partnership con una manifestazione che celebra le eccellenze italiane – afferma Andrea Di Fabio, direttore commerciale e marketing di Cantina Tollo. Una visione in cui ci rispecchiamo: da oltre cinquant’anni produciamo vini puntando sulla qualità della materia prima ed esaltando i vitigni tipici del nostro territorio. Lo facciamo con attenzione nei confronti dell’ambiente, prediligendo modalità produttive che rispettano la natura e la terra. Siamo tra le maggiori aziende italiane produttrici di vini biologici, abbiamo messo in atto politiche di riconversione produttiva sin dai primi anni ’90, e tra le prime cantine in Italia a produrre vini certificati vegan”.

Nel 2015, su 13 milioni di bottiglie, Cantina Tollo ne ha commercializzate 250.000 di vino biologico, +80% rispetto al 2014. Nel primo semestre del 2016 i vini bio e vegan della Cantina sono cresciuti, rispetto allo scorso anno, a volume del 30% in Italia e del 16% all’estero (Europa, Russia e Giappone). Cantina Tollo è oggi tra le più grandi realtà del panorama enologico abruzzese e italiano. Grazie al progetto ‘Vigneto avanzato’  i soci vengono retribuiti ad ettaro lavorato e non più a quintale prodotto, cosa che ha reso possibile far crescere la cultura della qualità e portarla nel vigneto.

 

 

Marina Moretti: