“Le parole di d’Annunzio” illustrate dagli studenti

Neologismi del Vate in primo piano: nel concorso “Le parole di d’Annunzio” sono stati illustrati dagli studenti delle superiori italiane e straniere. La manifestazione organizzata dal Centro Studi Dannunziani e dalla Fondazione Tiboni.

C’era una volta un poeta poco amato e molto criticato, c’era una volta uno scrittore audace in perenne lotta con lettori pavidi, c’era una volta il d’Annunzio che si studiava – male – a scuola; come se fosse Manzoni, insomma. Oggi qualcosa è cambiato, il Vate viene preso sul serio, almeno nell’aspetto letterario, gli estimatori crescono e persino gli studenti non lo patiscono più, anzi lo amano al punto da partecipare in suo nome al concorso organizzato dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani e dalla Fondazione Tiboni, riservato agli alunni delle superiori. La cerimonia di premiazione si è tenuta nella giornata mondiale della poesia, lunedì 21 marzo, negli spazi del Mediamuseum. La giuria ha preso in esame gli 85 elaborati pervenuti tesi ad illustrare un neologismo a scelta tra i tanti coniati da d’Annunzio. Dodici i finalisti, ragazzi di diverse scuole italiane e anche straniere, ma alla fine i vincitori sono stati due, ex aequo: Giammarco Dell’Ovo, del liceo scientifico Marie Curie di Giulianova, ed Eva Gabriele, del Galilei di Pescara.
Nella stessa mattinata, sempre al Mediamuseum, è stato anche presentato il ciclo di conferenze sul tema “Ostia Aterni – Il porto romano, le proiezioni adriatiche”. Una serie di incontri sulla storia più antica di Pescara, sempre proposti dalla Fondazione Tiboni insieme alla Fondazione Giammarco, all’Istituto per gli Studi Adriatici e all’Istituto Nazionale Studi Crociani. Le cinque conferenze previste sono iniziate ieri; prossimi incontri mercoledì 27 aprile, mercoledì 25 maggio e sempre mercoledì 8 e 29 giugno.

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Marina Moretti: