8 Marzo di riflessione e di iniziative

Il costo pagato dalle donne alla pandemia. Un 8 Marzo di riflessione e di iniziative. L’emergenza Covid-19 e le conseguenti restrizioni di questa fase ancora così drammatica presentano una sofferenza che colpisce maggiormente le donne.

Prosegue la diffusione del Questionario ideato dal Coordinamento Donne Spi-Cgil in collaborazione con la Cgil Regionale e l’Auser presentato alla fine dello scorso anno e finalizzato ad analizzare la qualità della vita delle donne, il loro rapporto con la casa e con il lavoro e la capacità di risposta da parte delle istituzioni in questa lunga e complessa fase pandemica.

Dall’ultimo report risulta un riscontro da parte di 1.300 donne che hanno scelto di rispondere a domande che spaziano dal contesto familiare-domestico alle condizioni lavorative. A giorni verrà definito il termine ultimo per la raccolta dei dati, tenuto conto che vi è il massimo interesse per capire come, a livello locale, si declina quel noto andamento nazionale che, da un lato, per tante anziane ha visto l’evidenziarsi dell’angoscia della solitudine e, dall’altro, per altra parte ha visto l’accentuarsi dell’impegno come baby-sitter concentrarsi tra le donne pensionate che, anche in periodo di restrizioni e di emergenza – considerata l’impossibilità di far ricorso a collaborazioni estranee al nucleo familiare – hanno continuato a garantire il supporto alle famiglie delle proprie figlie e dei propri figli. Inoltre, Spi e Cgil lavoreranno perché nell’andamento dell’indagine, vi sia un ampio coinvolgimento delle donne lavoratrici e di coloro che un lavoro lo hanno perso. Uno dei dati più allarmanti è, infatti, che nelle dimissioni che si sono verificate in questi mesi, risulta altissima la percentuale femminile e ciò a testimoniare di quanto sia stato impossibile per tante mantenere il lavoro, magari un lavoro precario, per le trasformazioni che la pandemia ha riconsegnato ad ogni nucleo familiare.

“C’è bisogno, quindi, nel breve, medio e lungo termine  – spiega Rita Innocenzi della segreteria regionale Cgil – di invertire la tendenza che vede l’esclusione delle donne dal lavoro. In queste settimane si parla molto di Next Generation EU e, pertanto, della straordinaria occasione che si presenta per il nostro Paese e per i nostri territori: Cgil e Spi di Teramo ne discuteranno in una iniziativa in rete nel tardo pomeriggio di lunedì 8 marzo. Il coinvolgimento delle donne, l’incremento dell’occupazione femminile, il superamento del gap retributivo e di carriera gravemente presente tra donne e uomini, renderanno il nostro Paese migliore e non solo in termini di indicatori economici. L’Europa ha fornito chiari indirizzi, bisogna coglierli attuando ‘a sistema’ politiche e strumenti con un approccio di complementarità e multilivello perché vi sia una azione correlata tra livello centrale, territori e ambiti perché solo così potremo cogliere obiettivi strategici”.

Le risultanze del questionario in termini di analisi saranno un vademecum, una guida per i confronti in tema di sviluppo e politiche del lavoro nonché nell’attività di contrattazione territoriale e di luogo di lavoro.

“Facciamo in modo che le misure come l’isolamento sociale prima e il distanziamento sociale poi – sottolinea Loredana Piselli, del Coordinamento Donne dello Spi Cgil regionale – siano un insegnamento per respingere quella diffusa cultura che confina ancora le donne in uno spazio della società limitato. Oggi più che mai è indispensabile assicurare che l’integrazione della dimensione di genere sia al centro di tutte le politiche, incorporando – conclude – le lezioni apprese sulla diversità dei bisogni delle donne e l’impatto che queste politiche hanno su di loro”.

 

 

Fabio Lussoso: