Coronavirus Abruzzo: Pd, un piano operativo per la rinascita

Coronavirus Abruzzo: il Pd regionale presenta il piano operativo per la rinascita dell’Abruzzo in un evento con il ministro Provenzano.

Un piano operativo per la rinascita dell’Abruzzo è stato presentato oggi nel corso di un evento organizzato in diretta Facebook dal Partito Democratico abruzzese. All’evento sono intervenuti tra gli altri il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, il responsabile nazionale Economia del Pd Emanuele Felice e rappresentanti regionali delle imprese, delle forze sociali ed economiche. Il piano verrà integrato alla luce della discussione di oggi e presentato nel dettaglio nei prossimi giorni per essere poi consegnato al governo e al partito nazionale. Il documento contiene un programma di misure per affrontare l’emergenza dal punto di vista sanitario, economico e sociale e impostare la fase di ripartenza.
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“Si tratta di un documento concreto e avanzato, che testimonia la nostra volontà di collaborare in una fase delicata”, ha dichiarato in videoconferenza Michele Fina, segretario del Pd Abruzzo. “È il momento di mettere in campo le proposte e le idee migliori per aiutare l’Abruzzo, i suoi settori più vitali, le fasce più vulnerabili della popolazione. Ci auguriamo che il governo regionale raccolga questa opportunità.”

“Il Piano presentato dal Pd abruzzese è un contributo importante che segna, una volta di più, la vitalità della nostra comunità politica e raccoglie una serie di proposte che incrociano vari temi all’ordine del giorno nazionale”, ha aggiunto Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud. “La crisi innescata dalla pandemia ci impone di ripensare molte cose, tra queste la contrapposizione tra riequilibrio e sviluppo. Per questo è ancora più urgente attuare la clausola del 34% per gli investimenti pubblici al Sud e realizzare politiche più attente ai luoghi. Uso efficiente dei fondi europei e nazionali di coesione, capacità di programmazione e un impegno specifico per le infrastrutture sociali soprattutto nelle aree più deboli, già al centro del Piano Sud 2030, dovranno essere il cuore della rinascita dell’Abruzzo e dell’Italia”.

Per Emanuele Felice, responsabile nazionale economia del partito, “il Pd abruzzese ha elaborato un programma ampio e articolato su come utilizzare le risorse a partire dai fondi europei, sui settori da salvaguardare e le priorità su cui investire, su come colmare il divario digitale che ha pesato drammaticamente sulle aree interne. Ci auguriamo di essere ascoltati e di poter stabilire un dialogo proficuo con la giunta di centro-destra. Non è questo il tempo delle divisioni né tantomeno di piantare bandierine: invitiamo tutti a lavorare esclusivamente per il bene dell’Abruzzo.”

Tra le proposte del Piano, ferma restando la necessità ritenuta essenziale di concertare gli interventi con le parti sociali, vi è l’organizzazione urgente della rimodulazione dei fondi strutturali e comunitari, che possono sommarsi alle risorse che l’Unione Europea mette a disposizione per le spese sanitarie, e un’operazione di rafforzamento degli uffici e di semplificazione per quanto riguarda le autorizzazioni della Regione e delle agenzie collegate.

Sul fronte sanitario si propone la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale e l’intensificazione dello screening per il personale sanitario, l’obbligo di indossare le mascherine e la distribuzione capillare di DPI per la popolazione, il potenziamento della capacità di screening diagnostico e il rafforzamento della rete territoriale sanitaria.

Tra le misure di sostegno in ambito sociale nel documento del Pd Abruzzo figurano contributi, che gestirebbero i Comuni, sull’affitto, sulle utenze, per rate o mutuo prima casa, per dotare tutti gli studenti non abbienti delle strumentazioni informatiche per la formazione a distanza, per caregiver familiari e per l’assistenza domiciliare, per le strutture accreditate o autorizzate inserite nel percorso dell’educazione della prima infanzia 0 – 6 anni, per i centri antiviolenza.

Per quanto riguarda le imprese e il lavoro il piano operativo si propone tra le altre cose l’integrazione degli strumenti di accesso al credito previsti dalle misure nazionali, la riattivazione del microcredito regionale e la costruzione di una riserva finanziaria regionale per co-finanziare gli investimenti (accordi di innovazione, contratti di sviluppo, ecc.).

Altre proposte specifiche riguardano i settori del turismo, dell’agricoltura e della pesca, le zone rosse e la connettività e i collegamenti digitali.

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