Coronavirus Abruzzo: Confesercenti, stato di crisi per commercio e turismo

Coronavirus Abruzzo, Confesercenti: “La Regione chieda lo stato di crisi per commercio e turismo”.

“La salute pubblica viene prima di tutto e i nostri associati stanno dando il massimo per garantire il rispetto delle norme prescritte dalle autorità. Ma ora è il momento di dare le prime risposte alla seconda emergenza, quella economica, che sta mettendo in ginocchio le nostre imprese: la Regione Abruzzo chieda il riconoscimento dello stato di crisi per le imprese del commercio e del turismo”. Lo afferma Daniele Erasmi, presidente di Confesercenti Abruzzo, in merito all’emergenza Covid-19. “Molti settori stanno registrando un rallentamento della produzione e in alcuni casi, soprattutto nel turismo, commercio e servizi, si riscontrano dei veri crolli delle attività. A livello nazionale si stima in 5 miliardi la riduzione dei consumi turistici nel 2020. Per gli altri consumi, come appunto commercio e servizi, si stima in circa 2 miliardi la perdita nel 2020. La Regione deve intervenire rapidamente con ogni strumento a sua disposizione”.

Il direttore regionale dell’associazione, Lido Legnini, entra nei dettagli: “Si rischia una chiusura di imprese tra il 5 e l’8 %, specialmente le più piccole con un’ecatombe di posti di lavoro. Sul fronte turismo la stagione primaverile e quella pasquale sono totalmente azzerate. Le cancellazioni arrivano fino all’80%. Alberghi, settore extralberghiero, ristorazione, pubblici esercizi con e senza intrattenimento, trasporti, tour operator e agenzie, guide: una situazione complessivamente disastrosa. A questi vanno aggiunti il commercio e l’artigianato di prossimità: riteniamo che gli interventi non possano esaurirsi con la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, all’attivazione di cassa integrazione in deroga e al sostegno al reddito. C’è bisogno anche di indennizzi a tutti i lavoratori autonomi e ai professionisti. Riteniamo che si debba dichiarare lo stato di crisi dei settori turismo e commercio con l’istituzione di un fondo di solidarietà dedicato, finanziato dallo Stato e dall’Unione Europea”. Inoltre la Confesercenti chiede alla Regione di attivarsi da subito per “la salvaguardia dell’immagine, con azioni straordinarie di promozione la cui programmazione deve necessariamente iniziare subito”. Ma intanto, aggiunge ancora il direttore di Confesercenti, “vanno previsti interventi incisivi: interventi sull’Iva, maggiori detrazioni, sospensione degli adempimenti relativi alla corretta tenuta del Durc, sospensione dei pagamenti dei mutui, alleggerimento delle maglie di accesso ai finanziamenti bancari per le imprese, interventi per il 2020 anche sull’Irpef e Ires”.

Sul piano operativo sono già al lavoro i team dedicati agli ammortizzatori sociali e al credito alle imprese.

“Aspettiamo il decreto atteso per mercoledì, che dovrebbe intervenire sulla cassa integrazione in deroga per le imprese con meno di 5 dipendenti e puntualizzare l’applicazione degli strumenti ordinari come Fondo di integrazione salariale e Cassa integrazione ordinaria per le imprese con più di 5 addetti”, spiega Sonia Di Naccio, responsabile regionale delle politiche del lavoro di Confesercenti.

Per quanto riguarda il credito, spiega il responsabile dei servizi finanziari Piero Giampietro, “la moratoria Abi, estesa anche ai prestiti in essere al 31 gennaio, non è assolutamente sufficiente: occorrono strumenti straordinari partendo dal Fondo centrale di Garanzia, che deroghino alla tempistica ordinaria e ad alcuni parametri di bancabilità. Le imprese si apprestano a vivere una gravissima crisi di liquidità alla quale occorre rispondere con strumenti straordinari a partire dalle linee a breve termine”.

Intanto in tutto l’Abruzzo gli uffici della Confesercenti, nel pieno rispetto delle nuove normative sanitarie e di sicurezza, mantengono la piena operatività dei servizi alla persona come patronato e Caf, mantenendo inoltre presidi operativi in tutte le sedi potenziando lo smart working del proprio personale e i servizi di assistenza online e telefonica per gli associati.

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Anna Di Giorgio: