Marineria abruzzese torna a pescare in Fossa di Pomo

Oggi la riapertura della Fossa di Pomo interdetta alla pesca a strascico dal 2015: le imbarcazioni tornano nel tratto di mare a largo di Pescara. Non mancano le polemiche.

I marittimi sottolineano come il Governo non abbia emanato un nuovo decreto che prolunghi il divieto di pesca nella Fossa di Pomo. Dunque, il 16 ottobre, a mezzanotte, è scaduta l’interdizione alla pesca nell’area in questione. Anche le imbarcazioni abruzzesi tornano oggi nella Fossa di Pomo in attesa di un nuovo decreto che regoli lo sforzo di pesca in queste aree. Nel pomeriggio di oggi si attendono i nuovi criteri del Governo. Cresce la curiosità da parte degli operatori per constatare fino a quanto, la chiusura del tratto di mare, sia valsa la pena dopo un anno di stop.

La Fossa di Pomo era stata chiusa nel luglio 2015 per permettere il ripopolamento delle specie ittiche che lì vivono. Se da una parte gli ambientalisti avevano accolto con favore la decisione del Ministero, visto che “lo sfruttamento del nasello o degli scampi erano più che tripli rispetto alla soglia di sostenibilità”, avevano ribadito, dall’altra per armatori e pescatori si è trattato di una interdizione inutile che non ha portato alcun vantaggio, penalizzando, ancora di più, il pescato sempre più scarso.

“Dal 26 luglio dello scorso anno, per la prima volta siamo tornati a pescare nella Fossa di Pomo – spiegano i pescatori – ma la delusione è totale. Non c’è un merluzzo, il resto è pochissimo. Tutto questo a causa dei parancali – attrezzi da pesca costituiti da una lunga lenza di grosso diametro con inseriti a intervalli regolari, spezzoni di lenza più sottile portanti ognuno un amo (ndr) – che hanno sterminato il pescato. In mare c’è un silenzio assordante, – concludono i marittimi – non c’è nemmeno la forza per lamentarsi. La rassegnazione è totale.”

Ora si attendono le decisioni ufficiali, nero su bianco del Ministero, ma la marineria abruzzese, pescarese in particolare già piegata dai noti problemi del dragaggio, mette in evidenza come quello della pesca sia un settore sempre più in crisi.

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Antonella Micolitti: