Frode fiscale internazionale da 6,3 milioni di euro scoperta dalla GdF. Al vertice dell’organizzazione un pescarese

Al termine di un’indagine portata avanti dagli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia Stradale di Pescara è stata scoperta una frode internazionale per 6,3 milioni di euro. Indagate 60 persone tra le quali anche tedeschi, lituani, spagnoli, francesi e romeni. 34 le società coinvolte. Accertata l’emissione e utilizzazione di oltre 50 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti.

A capo del sodalizio criminale, da cui sono partite le indagini, un italiano di 38 anni residente in provincia di Pescara con collegamenti e domicili anche all’estero, Germania, Emirati Arabi e Dubai, dove aveva avviato numerose società fittizie, costituite per celare la provenienza delle autovetture e di evitare il pagamento delle imposte. Al 38enne sono stati sequestrati due ville, tre appartamenti ed un locale commerciale oltre a 25 automobili (tra cui alcune di lusso: due Ferrari, una Tesla ed una Maserati) e orologi di lusso per un valore stimato di oltre 2 milioni di euro.

Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pescara dall’alba di questa mattina, giovedì 8 luglio, hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal GIP di Pescara. Sequestrati beni per circa 6,3 milioni di euro nei confronti di  34 società di cui 5 di nazionalità tedesca. 38 le persone coinvolte di cui 8 residenti all’estero. Gli uomini della Finanza unitamente agli agenti della Polstrada di Pescara hanno eseguito 10 arresti, due ai domiciliari e 8 di cui tre cittadini stranieri destinatari di misure interdittive, (divieto di esercitare funzioni direttive di società e imprese per un anno).

Le misure, oltre che in Italia, sono state contestualmente eseguite in Germania, Repubblica Ceca e Bulgaria, dove i relativi Organi competenti hanno dato esecuzione al provvedimento dell’A.G. italiana sottoponendo a sequestro beni e conti correnti aperti all’esteri e riconducibili agli indagati. Le indagini hanno consentito di smantellare un’associazione per delinquere ramificata in numerose regioni italiane e nei più importanti Paesi europei.

L’organizzazione, secondo quanto riferito stamani nel corso di una conferenza stampa da Guardia di Finanza e Polstrada,  era specializzata nel compiere reati in materia di evasione dell’IVA mediante il sistema delle così dette “frodi carosello” che consistono in un vorticoso giro di fatturazioni di beni di operazioni inesistenti  tra società appartenenti a Stati diversi dell’Unione Europea con l’unico obiettivo di evadere l’IVA aggirando la normativa sugli acquisti intracomunitari. Tra gli altri reati contestati, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori compiuti da 60 individui sottoposti ad indagine e da 47 società italiane e tedesche operanti nel settore del commercio di autoveicoli di provenienza comunitaria. Accertata l’emissione e utilizzazione di oltre 50 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti.

In sintesi, la “frode carosello” è stata perfezionata nel momento della nazionalizzazione delle autovetture nuove ed usate provenienti principalmente dalla Germania facevano figurare alla Motorizzazione Civile una situazione diversa da quella reale con l’effetto finale di evadere il pagamento dell’IVA.

Secondo quanto riferito dai finanzieri, l’organizzazione simulava l’acquisto dell’autovettura da parte del cliente finale, (ignaro) direttamente da una società “cartiera” tedesca, facente generalmente capo al sodalizio.  In questo modo l’acquisto non soggetto all’IVA andava a beneficio dell’organizzazione criminale, che riusciva ad essere sempre più competitiva sul mercato.

Tra i 60 soggetti denunciati figurano 42 italiani, 13 tedeschi, 1 lituano, 1 spagnolo, 1 francese, 1 romeno e 1 algerino. Dei 42 italiani, 14 sono domiciliati in Abruzzo, 8 nel Pescarese, 5 nel Teramano ed uno a L’Aquila.

Le principali società italiane coinvolte hanno sede principalmente nel Pescarese, nel Teramano e nel Lazio mentre quelle estere sono tutte operanti in Germania. A capo del sodalizio criminale, da cui sono partite le indagini, è un italiano di 38 anni residente in provincia di Pescara con collegamenti e domicili anche all’estero, Germania, Emirati Arabi e Dubai, dove aveva avviato numerose società fittizie, costituite per celare la provenienza delle autovetture e di evitare il pagamento delle imposte. Al 38enne sono stati sequestrati due ville, tre appartamenti ed un locale commerciale oltre a 25 automobili (tra cui alcune di lusso: due Ferrari, una Tesla ed una Maserati) e orologi di lusso per un valore stimato di oltre 2 milioni di euro.

Lo scambio di informazioni e documenti  attivati attraverso i canali di cooperazione internazionale ha permesso di acquisire un quadro indiziario competo e di delineare i contorni di tre meccanismi fraudolenti ben articolati che hanno consentito ai componenti dell’associazione, a vario titolo, di ottenere un profitto dall’attività criminale per circa 6,3 milioni di euro.