Coronavirus Abruzzo, confermato il terzo caso dall’ Istituto Superiore di Sanità

E’ positivo al Covid 19 il secondo test, eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità, sull’uomo ricoverato in isolamento all’ospedale di Pescara. Sono risultati positivi i primi test sulla moglie ed il figlio del paziente brianzolo in vacanza a Roseto.

Il paziente, residente a San Giovanni Teatino, aveva riferito di essere rientrato la scorsa settimana da un viaggio di lavoro in Lombardia e di aver quasi immediatamente accusato dei sintomi influenzali che lo avevano portato a rimanere in casa. Al momento, dunque, i casi confermati di Covid 19 in Abruzzo sono 3. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione

Mentre  “la giovane laureata in medicina di origini lombarde sta bene clinicamente, sono stati ben tracciati tutti i contatti stretti, cioè le tre amiche che sono in isolamento, e anche gli eventuali contatti secondari, tracciati in maniera adeguata”.

Così il primario del reparto Malattie Infettive dell’ospedale dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, sul secondo caso di positività al Coronavirus in Abruzzo che riguarda una 25 enne di Brescia, laureatasi nel capoluogo regionale dove è tornata domenica scorsa per sostenere l’esame di abilitazione.

La giovane è stata ricoverata per alcuni sintomi e, soprattutto, perché fidanzata con un collega risultato positivo a Bergamo. Il test di conferma è arrivato 48 ore dopo i primi due test, uno negativo e uno positivo, fatti a Pescara.

“La situazione è sotto controllo, la ragazza è arrivata tre giorni fa in reparto – ha spiegato – Il ritardo nel risultato definitivo è da collegare al fatto che all’Istituto Superiore c’è un sovraccarico alla luce dell’emergenza. Serve cautela, ma non panico, dobbiamo fare la vita normale”.

Infine sono risultati positivi al Covid-19 i primi test – eseguiti nei laboratori del Centro di riferimento regionale di Pescara – sulla moglie e il figlio del paziente brianzolo in vacanza a Roseto degli Abruzzi, ricoverato da mercoledì all’ospedale di Teramo. Il test sulla figlia dell’uomo ha invece dato esito dubbio. I campioni saranno ora inviati all’Istituto Superiore di Sanità per le controanalisi. Tutta la famiglia si trova attualmente ricoverata in isolamento nel reparto di malattie infettive del Mazzini. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione. È risultato invece negativo il test eseguito sulla moglie del paziente 48 enne ricoverato all’ospedale di Pescara. La donna resta comunque in isolamento domiciliare, con sorveglianza sanitaria attiva da parte della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, che monitorerà costantemente eventuali mutamenti del suo quadro clinico.

CORONAVIRUS  ROSETO – Le scuole a Roseto degli Abruzzi riapriranno a partire da martedì prossimo, 3 marzo. Lo ha detto il sindaco, Sabatino Di Girolamo, che giovedì scorso aveva deciso, in qualità di autorità sanitaria, di chiudere precauzionalmente le scuole dopo la scoperta di un caso di Coronavirus in città, il turista lombardo attualmente ricoverato a Teramo.

“Comunico che le operazioni di sanificazione degli edifici scolastici della città previsti a scopo cautelare prima della riapertura, data la vastità degli interventi, non consentiranno la riattivazione delle attività didattiche già nella giornata di lunedì 2 marzo. Si procederà quindi alla riattivazione in base all’avanzare degli interventi. Già nella mattina di martedì 3 marzo si sarà in grado di riattivare l’ordinaria attività dell’istituto comprensivo Roseto 1. Nella mattina di giovedì 5 marzo è calendarizzata l’ordinaria attività dell’istituto comprensivo Roseto 2. Per quanto attiene gli Istituti superiori dipendenti dalla Provincia, al momento si è in grado di comunicare che le attività riprenderanno la settimana entrante, ma, previa intesa con l’ente interessato, comunicheremo la data esatta di ripresa lunedì 2 marzo”.

AGGIORNAMENTI IN ABRUZZO

Coronavirus Abruzzo, disposizioni per accedere negli Uffici Pubblici

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Coronavirus Abruzzo, l’ Alitalia cancella il volo Pescara Milano

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LA SITUAZIONE NEGLI OSPEDALI ABRUZZESI

Molti ospedali abruzzesi si stanno dotando di pre-triage per evitare che pazienti con sintomi tipici del Coronavirus intasino il pronto soccorso. Previste tende, tensostrutture e l’uso di moduli o strutture sanitarie già presenti: nel caso dell’Aquila c’è quella costruita per il G8 dopo il terremoto del 2009. L’obiettivo è creare percorsi alternativi per scongiurare contagi di sanitari e altri malati. A Teramo c’è già una struttura con tende. A Chieti è stato strutturato il percorso di accesso al Pronto soccorso riservato a casi sospetti o contagiati e si stanno ultimando i lavori per l’area di eventuale decontaminazione per pazienti e personale. E’ quanto emerso dall’incontro svoltosi a Pescara sull’emergenza Covid19 in Abruzzo. In riunione i dirigenti della sanità delle quattro Asl, dei pronto soccorso, malattie infettive e Protezione civile, oltre all’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e al capo dell’agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli. Durante il confronto è stata sottolineata la necessità di reperire nuovo personale, di migliorare i reparti di rianimazione e malattie infettive, e anche l’esigenza di far arrivare in Abruzzo altri dispositivi di sicurezza tra cui mascherine, camici e occhiali.

“La nostra organizzazione – ha spiegato il direttore sanitario della Asl provinciale dell’Aquila, Simonetta Santini, – è a un livello soddisfacente, c’è confronto, vicinanza e condivisione delle scelte, stiamo seguendo passo passo la situazione, intervenendo con efficacia. La guardia deve rimanere alta, anche se bisogna evitare ogni tipo di allarme o peggio ancora di panico. Siamo in prima linea e abbiamo i mezzi adeguati per affrontare ogni tipo di problematica, mettendo in moto tutte le procedure per combattere questa emergenza”.

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CORONAVIRUS LE PRINCIPALI NOTIZIE DALL’ITALIA E DAL MONDO (ANSA)

Ore 21.00 – Un aumento significativo di 528 ammalati nelle ultime ore, arrivati ad oltre 1.500 mentre, con altri 12 decessi, il numero totale dei morti sale a 41. Ma ci sono anche nuove guarigioni, che ora sono in tutto 83. Nel giorno della firma del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle misure per l’emergenza Covid-19 – caratterizzato dalla sospensione delle attività scolastiche fino all’8 marzo nelle regioni ‘cluster’, il bollettino delle persone attualmente positive al virus registra un’accelerazione del 50%. Numeri mitigati dal dato secondo cui la metà dei soggetti ha per fortuna sintomi lievi o assenti. E con il provvedimento appena entrato in vigore in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino si introduce la regola ‘droplet’, affinché venga garantita la distanza tra le persone di almeno un metro l’una dall’altra in tutti i bar, ristoranti, pub, negozi, musei e chiese. In questi luoghi l’apertura di locali pubblici è ora “condizionata” a modalità che evitino assembramenti. Una misura proposta dagli stessi governatori delle tre Regioni ma ritenuta “difficilissima da applicare” da parte di alcuni sindaci, come quello di Crema, Stefania Bonaldi, per la quale “non è spiegato quale Autorità debba garantirne la corretta applicazione” e “questo comporta gravissimi problemi”. Qualsiasi provvedimento dell’esecutivo sul Covid-19 sarà comunque inappellabile da parte di altri enti, soprattutto alla luce della norma contenuta nell’ultima bozza del decreto legge approvato venerdì scorso e secondo cui sono “inefficaci” tutte le ordinanze dei sindaci in materia di Coronavirus in contrasto con le misure prese dal governo. Per fermare iniziative fuori asse, si prevede che dopo “l’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 non possano essere adottate e sono inefficaci – recita la norma – le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali”. Non solo locali. In quelle stesse regioni anche gli eventi sportivi di ogni ordine e disciplina, come ad esempio alcuni match della serie A di calcio, saranno sospesi fino all’8 marzo. Sarà però consentito lo svolgimento delle competizioni a porte chiuse. Inoltre, è fatto divieto di trasferta ai tifosi residenti nelle stesse regioni e province per la partecipazione ad eventi e competizioni sportive che si svolgono nelle restanti parti d’Italia. E anche il Friuli Venezia Giulia, sulla scia di quanto già stabilito per le tre regioni cluster nel Dpcm, ha prorogato la sospensione delle attività scolastiche per un’altra settimana sette giorni con un’ordinanza del governatore, Massimiliano Fedriga. Nella Regione si sono registrati nuovi casi di contagio nelle ultime ore. Ad essere coinvolti dai nuovi provvedimenti sono anche i comprensori sciistici nelle zone più colpite dal coronavirus, che resteranno aperte ma a condizione che il gestore provveda alla limitare l’accesso agli impianti di trasporto – funicolari, funivie o cabinovie – con una presenza massima di persone pari ad un terzo della capienza. La chiusura di palestre, centri sportivi, piscine, centri culturali e ricreativi riguarda invece la sola Regione Lombardia e la provincia di Piacenza mentre almeno fino al prossimo week end, nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona è prevista anche la chiusura dei negozi all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione dei punti vendita di generi alimentari e farmacie. Restano isolate le ‘zone rosse’, dove sono diciotto i denunciati pizzicati dalle forze dell’ordine – in Provincia di Lodi – che hanno cercato di eludere i controlli: alcuni cercando di andare in esercizi pubblici uscendo fuori dal territorio, altri tentando di entrarvi per andare a trovare parenti.

Ore 16,03 – Ricostruita la mutazione genetica che ha trasformato il coronavirus degli animali in un virus umano, adattato cioè all’organismo degli esseri umani e capace di colpirlo. Il risultato, accessibile online e in via di pubblicazione sul Journal of Clinical Virology, è italiano e si deve al gruppo di statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-medico di Roma diretto da Massimo Ciccozzi; il primo autore è lo studente Domenico Benvenuto.

Ore 16,00 – La chiesa di San Luigi dei francesi a Roma è stata chiusa da oggi ‘per misure precauzionali’ e ‘fino a nuovo ordine’ dopo che un sacerdote della diocesi di Parigi, che era stato a Roma, ora è in ospedale in Francia affetto da coronavirus. Il sito della chiesa non fa riferimento esplicito al virus e rinvia a una decisione dell’ambasciata di Francia a Roma. A San Luigi, la chiesa nazionale dei francesi a Roma dal 1589 nella quale si possono ammirare tre capolavori di Caravaggio, niente messe né visite. È la prima disposizione del genere per le chiese nella capitale.

Ore 13,45 –  Quasi tremila morti nel mondo, mentre c’è una prima vittima negli Usa, che innalzano al massimo livello l’allerta per i viaggi nelle zone rosse d’Italia. American Airlines blocca i voli per Milano fino al 24 aprile, e rimane a terra un gruppo di italiani, rientreranno domani. L’Iran annuncia altri 11 decessi, sottolineando che il totale delle vittime è salito a 54. Dopo l’impennata di casi, in Corea del Sud è mobilitazione totale contro l’epidemia. Intanto in Cina il calo della produzione nelle fabbriche determina un forte abbassamento dei livelli di inquinamento. Lo mostrano le immagini satellitari Nasa.

Ore 13,30 –  Il governatore del Veneto Luca Zaia ha scritto all’ambasciatore cinese in Italia dicendosi “davvero dispiaciuto per quanto accaduto”, in relazione ad una intervista di tre giorni fa in cui affermava “abbiamo visto tutti i cinesi mangiare topi vivi”. “Le scrivo non per accampare scuse: quando si sbaglia, si sbaglia – dice -. E a nulla valgono giustificazioni basate sulla stanchezza accumulata in questi giorni di grande tensione o sulla frettolosità di esposizione di concetti e di ragionamenti”.

Ore 13,00 – Si lavora per sostenere l’economia colpita dall’emergenza, il Paese va sbloccato e serve una terapia d’urto. Arriva un secondo decreto per settori e imprese, ma serve l’autorizzazione parlamentare per ampliare il deficit. E si chiederà di poterlo fare in accordo con l’Europa. Lo annuncia il premier Conte dal Fatto quotidiano, e dalla Repubblica gli fa eco il ministro dell’Economia Gualtieri: un pacchetto da 3,6 miliardi, pari allo 0,2% del Pil, con interventi concordati nei prossimi giorni con parti sociali, associazioni ed enti locali. Salvini attacca: ‘Altro che 3,6 miliardi, per un aiuto serio ne servono subito almeno 20’. Gentiloni: Coordinare risposta contro rischi per crescita e lavoro.

Ore 11,15 – “Il nostro servizio sanitario nazionale ha avuto negli ultimi dieci anni una sofferenza legata ai tagli che in alcune Regioni hanno portato il sistema ad essere virtuoso e quindi a un efficientamento, in altre purtroppo non è accaduto. Questa esperienza che stiamo vivendo è un’occasione per dimostrare che il nostro Servizio sanitario nazionale c’è. Una cosa è certa, l’epidemia finirà ma l’esperienza a livello nazionale rimarrà e migliorerà il sistema. Questa occasione sarà il volano per far ripartire meglio di prima il Servizio sanitario nazionale”. Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a Sky Tg24.

Ore 11,00 –  Coronavirus: virologa Sacco,è problema organizzazione sanità. “Anche se casistica è appena superiore all’influenza”. “Dal 14 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020 abbiamo avuto 5 milioni e 18.000 casi, ovvero il 9% della popolazione italiana, con 300 morti dirette e da 4.000 a 10.000 indirette. Non voglio sminuire l’attenzione che c’è attualmente sul Coronavirus, ma la problematica è rappresentata da una casistica appena superiore all’influenza stagionale. Il problema è più di organizzazione sanitaria perché stiamo avendo in un periodo molto breve molti casi critici”. Lo ha detto Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di Virologia dell’ospedale Sacco, a Sky Tg24. La direttrice ha inoltre fornito i numeri del Coronavirus: “Abbiamo avuto in Italia, ad oggi, 1.049 casi positivi di cui 615 in Lombardia, su un totale di 5.723 tamponi effettuati. Sono 29 i pazienti deceduti. I ricoverati stati 256 e 80 in terapia intensiva”.

Ore 10,30 – Coronavirus: Salvini, 3,6 mld ? Per aiuti seri almeno 20 mld. Se l’ Unione Europea dicesse no sarebbe un oltraggio inaccettabile. “Altro che 3,6 miliardi… Per aiutare seriamente, e in tutta Italia, imprese e famiglie italiane in difficoltà per il virus servono subito almeno 20 miliardi. E se l’Europa dicesse No, sarebbe un oltraggio inaccettabile”. Così il leader della Lega Matteo Salvini sulla proposta del governo.

Ore 9,45 – Superati i mille contagi da coronavirus in Italia, mentre la conta delle vittime arriva a 29 e quella delle persone guarite a In Friuli-Venezia Giulia sono risultati positivi al test del coronavirus quattro nuovi casi ed i campioni sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità. Prorogata fino all’8 marzo la chiusura delle scuole solo nelle Regioni con zone rosse: Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. Oggi il nuovo decreto del presidente del Consiglio: via le ‘zone gialle’ e singole città equiparate allo status delle tre Regioni più colpite, con le stesse restrizioni.

Ore 9,30 – Quasi tremila i morti nel mondo per il virus partito da Wuhan. Prima vittima negli Stati Uniti, che innalzano al massimo livello l’allerta per i viaggi nelle zone rosse d’Italia. American Airlines blocca i voli per Milano fino al 24 aprile, e rimane a terra un gruppo di italiani, che rientrerà domani. Cresce l’allarme in Europa. Cento i casi in Francia, annullata a Parigi la mezza maratona, rinviata a giugno la maxi-fiera dell’immobiliare di Cannes. A Bonn, Germania, 185 bambini di una scuola elementare in quarantena dopo che una dipendente dell’istituto è risultata positiva al test.

Ore 9,15 – Il governo lavora per mitigare l’impatto negativo sull’economia dell’emergenza coronavirus, il Paese va sbloccato e serve una terapia d’urto. E’ in arrivo un secondo decreto per settori e imprese, ma serve l’autorizzazione del Parlamento per ampliare il deficit. E si chiederà di poterlo fare in accordo con le autorità europee. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte dal Fatto quotidiano, e dalla Repubblica gli fa eco il ministro dell’Economia Gualtieri, che entrando nel dettaglio spiega che la fase due prevede un pacchetto da 3,6 miliardi, pari allo 0,2% del Pil, con interventi che saranno concordati nei prossimi giorni con parti sociali, associazioni ed enti locali. Il decreto relativo sarà varato entro venerdì: ‘Non ho ragione di temere che Bruxelles possa contestare la nostra richiesta’.

Ore 9,00 – I tecnici stanno lavorando a un dpcm condiviso, è stata una riunione che ha confermato ancora una volta una straordinaria collaborazione fra il governo centrale e le regioni, è stata una riunione molto costruttiva e penso di poter dire che da lunedì 17 regioni torneranno, con il rigore del caso e l’attenzione del caso su ogni singolo contagiato, a una vita normale; le altre tre regioni, che vanno aiutate dal resto d’Italia, mi riferisco a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, saranno ancora disciplinate da una impostazione molto rigorosa, in quelle regioni ci sono le aree rosse e in quelle regioni sarà ancora sospesa la scuola, ma non chiusa”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e l’autonomia, Francesco Boccia, rispondendo ai giornalisti.