Primo giorno da sindaco per Giovanni Legnini che a Chieti ha avuto la meglio sull’avversario Cristiano Sicari. Parla a tutto tondo della sua vita tra pubblico e privato (ma non troppo)
Seduti attorno a un tavolo nella centrale piazza Vico a Chieti, il neo primo cittadino di Chieti si racconta ai nostri microfoni. Com’è stato svegliarsi da sindaco? “Un po’ frastornato”, risponde. Domanda immancabile, quale il primo progetto per la città?, e lui: “Di solito si tende sempre a chiederlo ma ce ne sono tanti, troppi, prima il Consiglio, la Giunta, quando lo attuerò glielo farò sapere”. Tra le tante domande che hanno fatto al neo primo cittadino ce n’è una che avrebbe voluto? “Sì, l’aspetto dell’organizzazione della vita, la presenza della famiglia, lo sforzo per la città, avrei potuto dedicarmi ad altro dopo 12 anni di intensa attività istituzionale ma ho deciso di pensare alla mia Chieti per risolvere le criticità, anche se Chieti è una città viva”. Il presidente Marsilio ha detto di voler collaborare, la sua risposta? “Ben venga ma a una condizione, la collaborazione deve essere reale, nessun pregiudizio sull’appartenenza politica, altrimenti alzerò la voce”. Insomma Legnini è motivato, ricorda come abbia fatto all’inizio della sua carriera istituzionale il sindaco di Roccamontepiano e allora, curiosità, vivendo i figli a Chieti e stando spesso in città, gli si rimproverava di questo. “Ora, invece – scherza- mi hanno rimproverato di non essere di Chieti”. Sotto un sole cocente inizia l’avventura di Giovanni Legnini sindaco di Chieti, lo fa tra la gente all’ombra di una piazza della città di cui si dovrà occupare quotidianamente.
Il servizio del Tg8
L’intervista integrale alle 20.30 su Rete8