Bucchianico: in tanti per i Banderesi

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Anche quest’anno, come da centinaia di anni, si è celebrata la Festa dei Banderesi in onore di S. Urbano: 70.000 fiori per la tradizionale “Ciammaichella” tra storia, tradizione, arte e folklore.

Si è rinnovata, ieri, a Bucchianico, la tradizionale Festa dei Banderesi in onore di Sant’Urbano. Sono stati 70 000 fiori di carta fatti a mano, in centinaia di canestri portati dalle donne sulla testa, 4 i carri tradizionali del Banderese (Carro del Pane, Carro del Letto, Carro del Vino e Carro della Legna), insieme ad altri carri simbolici realizzati dalle contrade, il Banderese, il Sergentiere, il Vitello, le Damigelle e la Castellana, con 1200 personaggi in costume, i Musici e gli Sbandieratori, gli Armigeri.  Tra storia e mito, tra guerre e compromessi, tra confini da disegnare e domini da ricostituire, è nata questa festa capace di attrarre visitatori e curiosi anche da fuori regione. Siamo in Abruzzo, nel bel mezzo di una guerra tra Chieti e Bucchianico.

Nel Trecento, Bucchianico ebbe la meglio su Chieti grazie all’intervento di sant’Urbano che, venendo in sogno al Sergentiere, figura principale della festa, consigliò loro di fare una corsa a serpentina, la cosiddetta “Ciammaichella”, la chiocciola in dialetto, per ingannare il nemico e fargli credere che fossero molti di più di quanti erano veramente e farli quindi desistere dall’attaccarli. E ci riuscirono, facendo sì che i Bucchianichesi avessero la meglio sui Teatini. La festa dei Banderesi è patrocinata dalla Commissione Italiana per l’UNESCO e il cui corteo, nel mese di maggio, si dirige in preghiera per rendere grazie a sant’Urbano, protettore dell’abbondanza e del compromesso, e chiedere un raccolto propizio, in una processione di canti, musica, carri, simboli, spettacoli di armigeri e balestrieri e tanti canestri di fiori di carta colorati.