Cascini candidato sindaco per Chieti Bene Comune alle elezioni di maggio

Giancarlo Cascini, ex assessore della giunta Ferrara ex M5Stelle è il candidato sindaco proposto dall’associazione Chieti Bene Comune con il gruppo Liberi a Sinistra

Oggi la presentazione ufficiale in vista delle prossime elezioni. Giancarlo Cascini, che per molti anni ha svolto l’attività di medico di base, “ha da sempre manifestato sensibilità verso tematiche quali la giustizia sociale, la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica e il diritto alla salute e all’assistenza”, si legge in una nota. In attesa che le principali coalizioni scelgano i propri candidati, Cascini è pronto a scendere in campo con la volontà di fare bene e lavorare per la città di Chieti e i suoi cittadini.

La nota di Cascini 

La scelta del civismo parte da un’analisi generale alla quale segue una visione su cui si fonda, a sua volta un programma.
L’attuale sistema economico, basato sulla rendita finanziaria, ha creato concentrazioni di ricchezze le quali, attraverso i media, dei quali sono proprietari, condizionano la politica, il cui potere decisionale è in costante diminuzione.

Questa perdita di incisività nelle scelte strategiche spinge in basso l’ambito degli interventi sottoposti al volere democratico e appiattisce, di fatto, le differenze tra partiti e da qui parte una spirale negativa.
Il cittadino percepisce questa incapacità della politica di modificare il suo futuro e si distacca. Questo distacco causa una perdita di idee e, soprattutto, di controllo dell’elettore sull’eletto, che induce la trasformazione dei partiti in consorterie, dove pochi, spesso non i migliori ma i più abili, decidono per tutti, il che è causa di ulteriore allontanamento e così via, fino al fenomeno, crescente, del non voto, sintomo di malessere e involontario carburante per la suddetta spirale negativa.
Questa involuzione della politica tradizionale è, a nostro avviso, irreversibile, con la conseguenza che il potere decisionale si sposterà sempre di più chiaramente verso quelle oligarchie finanziarie di cui abbiamo detto.

Questa analisi si adatta anche alla nostra realtà cittadina, il cui principale problema è di non avere una classe dirigente. Quei circoli esclusivi di persone benestanti, quelle forze economiche che hanno potere d’influenza, quei politici di lungo corso, giudicati già dagli elettori (e non solo) che ancora manovrano in tempo di elezioni, quei personaggi capaci di condizionare la vita di interi quartieri, quelle massonerie, dove sono? Che progetto hanno per la città? Cosa hanno fatto per la città? In altre parole, dobbiamo far emergere una ‘teatinità’ diversa, che già c’è, che ha le sue radici profonde nella nostra storia e che è riuscita a distillare quel ‘vivere bene’, che deve diventare il nostro logo.

È anche per responsabilità di chi ha messo il coperchio su queste potenzialità che si è innescato il ciclo negativo dell’emigrazione giovanile. Questa perdita di giovani porta ad una perdita di idee, innovazione, capacità di cogliere le opportunità. Seguono la perdita di reddito e di gettito fiscale, con diminuzione dei servizi, calo di attrattività che causa, a sua volta, maggiore stimolo ad andar via.

In Italia le città sopra i 50000 abitanti sono una trentina. Chieti è nel gruppo degli altri ottomila, per i quali alcuni suggeriscono una sorta di eutanasia. Noi crediamo, invece, che, come hanno fatto realtà a noi vicine, si possa invertire la tendenza negativa scoprendo e valorizzando le proprie eccellenze e sviluppando le proprie specificità.

In poche parole, dobbiamo ricostituire una cittadinanza solidale, consapevole di sé, che discuta di sé, che abbia un progetto per sé. Abbiamo le risorse umane e culturali per fare questo? Assolutamente sì.

Se riuscissimo a coinvolgere i saperi e le professioni, se riuscissimo a rendere questa città attrattiva per portare residenze, questa smetterebbe di essere la ‘città della camomilla’ e diventerebbe la città del ‘caffè ristretto’.
Ed è proprio sulla certezza che queste risorse umane ci sono che noi abbiamo calibrato un programma, basato sull’ascolto e sul coinvolgimento, orientato ad interventi immediati e progetti di lungo respiro.