Pescara, oggi l’anniversario della morte di Emilio Alessandrini

Pescara, oggi l’anniversario della morte di Emilio Alessandrini. Il 29 gennaio del 1979 a Milano mentre si recava al lavoro il giudice Emilio Alessandrini fu assassinato, durante gli anni di piombo, da un “commando” del gruppo terroristico Prima Linea.

Al Magistrato pescarese, assassinato all’età di 36 anni, sono state intitolate Piazze, istituti scolastici ed aule magne. Alessandrini dopo la maturità classica presso il Liceo D’Annunzio di Pescara si era laureato in Giurisprudenza all’Università di Napoli. Nel corso della sua carriera professionale aveva ricoperto l’incarico di Sostituto Procuratore della Repubblica a Milano. Nel 1972 insieme ai colleghi Gerardo D’Ambrosio e Luigi Fiasconaro, condusse l’istruttoria sulla strage di Piazza Fontana che porto all’incriminazione di Franco Freda e Luigi Ventura, esponenti della destra eversiva. Da anni, Ennio Di Francesco, già ufficiale dei carabinierie poi funzionario di Polizia, con impegno e passione porta avanti il lavoro dell’Associazione “Emilio Alessandrini uomo d’Abruzzo Magistrato d’Italia”.Nei giorni scorsi Di Francesco ha coinvolto gli scolari della scuola Elementare “Colletta” di Milano per una breve cerimonia davanti la lapide intitolata al magistrato pescarese.

“Per me questa è una giornata particolare, ha affermato il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, figliolo del magistrato ucciso dai terroristi, una giornata che non potrò mai dimenticare. Trentotto anni sono un lasso di tempo in cui è cambiata la società, è cambiato anche il nostro Paese, ma un lasso di tempo in cui resta intatta la necessità di condannare sempre la violenza politica. Il 29 gennaio per me è sempre un giorno particolare, e oggi con la particolarità di essere sindaco di questa città. È importante la memoria. Memoria come valore della collettività. Mio padre è caduto vittima, come altre persone, della violenza politica negli anni di piombo. Una violenza cui dobbiamo opporre tutti, indistintamente, una ferma e netta opposizione. Perché se pure ci sono dei problemi, la violenza non è mai una soluzione”.

 

Fabio Lussoso: