Montesilvano: camper del Moige contro il cyberbullismo

E’ arrivato questa mattina, nella centralissima piazza Diaz, il Centro mobile di sostegno e supporto contro il cyberbullismo del Moige. Quella di Montesilvano è l’unica tappa in Abruzzo di un lungo tour nazionale.

 

La tappa di Montesilvano, unica in Abruzzo, rientra nel tour nazionale della campagna “Giro dell’Italia: Centro mobile di sostegno e supporto per le vittime di bullismo e cyberbullismo”, promossa dal Moige – Movimento italiano genitori con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il patrocinio di Anci e della Polizia di Stato. Tra gli strumenti operativi, oltre al centro mobile e al personale esperto di supporto, la rete di oltre 2.300 giovani ambasciatori, un numero verde  e un sms dedicato.

“Siamo riusciti a portare in Abruzzo il Centro mobile di sostegno e supporto per le vittime di bullismo e cyberbullismo e siamo particolarmente orgogliosi di ospitarlo, in esclusiva, qui a Montesilvano- commenta Vittorio Gervasi responsabile Moige Abruzzo-. L’obiettivo è incontrare i ragazzi per aiutarli a capire come prevenire atti di bullismo e coinvolgere, in questo, anche genitori e docenti. Il Moige si contraddistingue per la sensibilità verso i temi più caldi dell’attualità del momento e, sicuramente, il cyberbullismo è uno di questi”.

 “La tutela dei minori on line e off line è un atto di responsabilità collettiva che, come testimoniato oggi, viene condivisa e supportata non solo dai genitori, ma anche dalle istituzioni nazionali e locali, dal mondo della scuola e delle forze dell’ordine, unitamente al mondo della tecnologia”. Così Antonio Affinita, direttore generale del Moige, Movimento italiano genitori. “Siamo certi che il nostro centro mobile contro il cyberbullismo, unito al protagonismo di migliaia di giovani ambasciatori, saranno strumenti efficaci per combattere il cyberbullismo”.

 

I DATI DEL MOIGE

I dati dell’indagine sul cyberbullismo e sull’utilizzo dei social, coordinata dal Prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma, ha un campione di ricerca costituito da ben 2.778 ragazzi dagli 8 ai 18 anni. È una generazione super tecnologica e iperconnessa: l’81% afferma che tutti i dispositivi presenti a casa sono connessi ad internet. L’intero totale del campione controlla i propri profili online, il 55% li aggiorna più e più volte nel corso della giornata per non tralasciare nessun dettaglio di ciò che accade.

I ragazzi sono connessi su più social contemporaneamente, fino ad arrivare anche a 5, i più utilizzati sono: Instagram 77,4%, Youtube 62,3%, Snapchat 35,7% e in netto declino rispetto agli anni precedenti Facebook 33,9%. In merito all’utilizzo degli smartphone, circa il 21% del campione abitualmente gira video e li diffonde tramite i social.

Il 31% del campione ha dichiarato di essere stato un “cyberbullo, facendo girare video imbarazzanti per prendere in giro i compagni e 1 su 2 condivide immagini personali. Un dato allarmante soprattutto se pensiamo al fenomeno del sexsting.

Preoccupanti i dati sulle fake news: ben 8 ragazzi su 10, cioè l’83% del campione, non verifica la veridicità dei contenuti che legge online e il 47% ritiene poco corrette e attendibili le informazione su Internet.

8 ragazzi su 10 si fidano solo delle loro capacità personali e dell’istinto per distinguere le informazioni vere da quelle false, con un’alta esposizione al rischio di validare notizie false. Inoltre, più della metà del campione (circa il 55%) ha dichiarato di aver creduto ad una fake news. Emerge, infine, un basso controllo sulla vita online dei ragazzi: il 63% del campione esplora il web in solitudine, nella propria stanzetta o in giro per casa con un pc portatile.

 

 

Barbara Orsini: