A Roma arrestato un 25enne di Tortoreto che, ispirandosi a Unabomber, avrebbe pianificato azioni terroristiche
Il giovane arrestato, originario di Tortoreto, è stato fermato nel quartiere Tuscolano di Roma, dove viveva come studente fuorisede di Scienze Politiche. Pianificava azioni terroristiche ispirandosi a Theodore Kaczynski, l’anarchico primitivista noto con l’appellativo di Unabomber. Il 25enne incitava a ribellarsi e ad unirsi alla rivoluzione in favore della distruzione del sistema tecnologico e democratico attuale, accompagnando i proclami con immagini ritraenti uomini armati e con il volto travisato.
Con le accuse di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, e apologia di reato aggravata dalle finalità di terrorismo, la Digos dell’Aquila ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 25enne, italiano residente a Teramo.
L’attività di indagine, coordinata dalla Procura distrettuale antiterrorismo dell’Aquila, ha permesso di accertare che l’arrestato, appartenente alla corrente anarchica di stampo primitivista e accelerazionista, forniva istruzioni per via informatica e telematica sulla preparazione in casa di armi e munizioni, anche con l’utilizzo di stampanti 3D, nonché di materiali esplosivi da utilizzare con modalità terroristiche per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali.
L’uomo pubblicava manuali e prontuari recanti istruzioni dettagliate per la fabbricazione e l’assemblaggio di pistole, fucili, munizioni ed esplosivi attraverso il ricorso a metodologie violente e sovversive, definendo i bersagli da colpire, anche internazionali, quali i data center e le società di gestione patrimoniale e di investimento americani, accompagnando le pubblicazioni con immagini di uomini armati e proclami diretti a condurre alla concreta realizzazione di azioni di natura violenta.
Istigava, inoltre, all’organizzazione di attentati contro i centri nevralgici della vita civile, in virtù di un fanatismo anarchico ed ambientalista volto alla distruzione della società tecnologica in funzione del ritorno allo stato primitivo, esaltando le gesta di Unabomber, considerato modello da emulare.
La misura cautelare è stata eseguita dalla Digos dell’Aquila insieme con il personale del Centro operativo sicurezza cibernetica dell’Abruzzo, con il supporto del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno e del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica.
Un profilo Instagram da oltre 200mila follower, pieno di immagini e video, utilizzato come cassa di risonanza per diffondere manuali e istruzioni per la costruzione fai da te di armi e ordigni per colpire aziende e data center ispirandosi a Theodore Kaczynski, l’americano noto con l’appellativo di Unabomber. Era questa la piattaforma utilizzata dal 25enne teramano arrestato dalla Digos dell’Aquila con le accuse di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, e apologia di reato aggravata dalle finalità di terrorismo.
Il giovane è stato bloccato dagli agenti di polizia a Roma, dove studiava Scienze Politiche, nell’abitazione in cui viveva non lontana dal Parco degli Acquedotti. Durante le perquisizioni negli appartamenti di Roma e Tortoreto, gli agenti della Digos hanno rivenuto anche del fertilizzante, il materiale citato proprio in uno degli ultimi video postati su Instagram dal 25enne in cui dava indicazioni su come fabbricare ordigni artigianali. Sequestrati anche una tuta mimetica, passamontagna, documenti, telefonini, dispositivi elettronici e diverse armi bianche. L’operazione Paint it black ha scandagliato l’enorme mole di informazioni condivise dal ragazzo sui social, attenzionando anche altri profili amici che condividevano i messaggi e i post dell’arrestato. Il
giovane abitava in un appartamento vicino al Parco degli Acquedotti, a Roma, non lontano da dove non più di due settimane fa hanno perso la vita due anarchici che, secondo gli investigatori, stavano preparando un ordigno artigianale. Per questo Procura e polizia starebbero indagando su possibili collegamenti tra i due fatti.
Lo scorso 18 marzo, sempre su Instagram, aveva pubblicato l’ennesimo video sulla fabbricazione, questa volta, di ordigni con fertilizzanti. Materiale che gli agenti hanno rinvenuto in parte nella sua abitazione.
“Nella condotta dell’indagato è ravvisabile un’allarmante progressione criminosa – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – che è partita con l’enunciazione di propositi per il successivo quinquennio per poi passare alle immagini dei bersagli da colpire e alla pubblicazione di dettagli tecnici utili per la costruzione domestica di armi e per la fabbricazione ed il confezionamento di esplosivi. La condotta dell’indagato, in assoluto e proprio in considerazione dell’evidente progressione criminosa, desta particolare allarme sociale”.
