F.I. sollecita cura del verde in Via D’Ascanio

Forza Italia sollecita interventi in Via D’Ascanio. Il Consigliere Comunale di F.I. Fabrizio Rapposelli in una nota chiede un intervento urgente contro il degrado, l’incuria e la sporcizia in Via D’Ascanio a Pescara e sollecita la cura del verde.

“Erba alta oltre sessanta centimetri, una mini-foresta tra le case con annessa discarica abusiva dov’è possibile trovare di tutto, dalle cartacce alle bottiglie di plastica finanche a sedie in plastica buttate, non fosse mai il Comune ne avesse bisogno per riarredare i giardini cittadini. È la fotografia del degrado inconcepibile di via D’Ascanio, l’asse stradale che collega via Marconi con via Benedetto Croce, un asse stradale ampio, spazioso, aperto dalla precedente amministrazione comunale e dotato di marciapiedi ampi, parcheggi, e spazi verdi oggi invivibili e fonte di insetti e zanzare. Segno dell’incompetenza amministrativa del sindaco Alessandrini e dell’assessore al verde Laura Di Pietro, che probabilmente non sanno neanche dove si trova via D’Ascanio”. La denuncia è arrivata dal consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio Rapposelli.

“I cittadini di Porta Nuova-zona stadio sono esasperati – ha sottolineato il consigliere Rapposelli -, trattati da utenti di serie Z: zero servizi, zero attenzioni, zero presenza istituzionale, zero opere pubbliche, visto che non sono state portate a termine neanche quelle già progettate, appaltate, finanziate e affidate dalla precedente amministrazione, come nel caso di via Mazzarino, anzi i fondi sono stati sottratti e non sappiamo neanche che fine abbiano fatto. Ma dopo 22 mesi di giunta Alessandrini ormai è stata cancellata anche la manutenzione ordinaria e questo è troppo: siamo in piena primavera e non un operaio comunale, non una ditta incaricata, si sono visti nella zona per provvedere al minimo sindacale, ovvero allo sfalcio dell’erba. E sono state sufficienti poche settimane di bel tempo per veder crescere delle foreste al posto delle vecchie aiuole, piccole boscaglie in cui proliferano insetti, zanzare, e ratti, come dimostrano i buchi nel terriccio che si intravedono tra quelli che dovrebbero essere fili d’erba, e invece sono dei cespugli selvatici. Non solo: com’è inevitabile, il degrado chiama altro degrado, e ben presto quelle zone verdi si sono trasformate in ricettacolo di rifiuti di ogni genere, in parte abbandonati da incivili, per buona parte trasportati dal vento, rifiuti che però stazionano in quelle aree da settimane, ciò vuol dire che sono settimane che non si vede un addetto della Attiva che provveda a spazzare quelle piazzole di verde, dunque a garantire almeno una pulizia ordinaria, che non può essere eccezionale. Eppure si sapeva: eppure l’assessore al Verde Di Pietro sapeva che, prima o poi, sarebbe arrivata la primavera, sapeva di dover programmare lo sfalcio e la manutenzione ordinaria del verde pubblico, sapeva che a Pescara esiste un quartiere chiamato Porta Nuova che ha il diritto di beneficiare dei servizi essenziali, visto che le tasse si pagano anche qui, sapeva che da mesi avrebbe dovuto affidare l’intervento di bonifica delle aiuole per garantire l’igiene cittadina. Lo sapeva, ma non ha fatto nulla in questi ultimi mesi, salvo programmare dieci cittadini che andassero a recitare poesie sulle panchine di qualche parco. Ma il degrado non finisce qui: sono giorni che i cassonetti di via D’Ascanio non vengono svuotati, e sono giorni che scatole vecchie e addirittura sedie di plastica sono state abbandonate nell’isola ecologica, in bella evidenza, e nessuno si è preoccupato di toglierle, portarle in discarica, e provvedere al lavaggio dell’area, che oggi emana un cattivo odore di rifiuti marci insopportabile. Ovviamente – ha aggiunto il consigliere Rapposelli – già da domani chiederò alle Commissioni competenti di organizzare un sopralluogo a tappeto per la verifica degli interventi sul verde, con la richiesta urgente delle carte inerenti gli affidamenti firmati sino a oggi e il programma dettagliato dei lavori messi in calendario sino a fine estate, al fine di verificare la copertura di tutta la città”.

 

Fabio Lussoso: