Una delegazione della marineria di Pescara piegata dai bassi fondali, dalle secche, dai problemi del porto e dal mercato ittico, incontra il viceprefetto per cercare soluzioni condivise
Soddisfatti a metà, dopo l’incontro con il viceprefetto di Pescara per parlare delle condizioni critiche del porto di Pescara. I rappresentanti delle associazioni di pesca e dei commercianti sperano che le garanzie che il viceprefetto ha preannunciato loro possano concretizzarsi. Dragaggio, mercato ittico, ristori economici per una categoria che rischia di andare sempre più giù. Doriano Camplone, presidente Associazione Mimmo Grosso si fa portavoce, va con i piedi di piombo ma chiarisce che garanzie sono state date, è stato chiesto un tavolo di crisi, soprattutto interventi urgenti.
Intanto prima dell’incontro
Per qualcuno il porto è già chiuso visto che le barche più grandi non possono uscire a causa dei bassi fondali, rischiando per la stessa incolumità dei marittimi. Una situazione che ormai è arrivata allo stremo per una categoria che comprende anche commercianti e indotto. Bisogna trovare soluzioni definitive affinché il porto possa essere sicuro. La filiera ittica rischia di fermarsi e non è possibile. All’incontro partecipano esponenti della marineria. All’inizio si era pensato a una protesta eclatante come l’occupazione dell’asse attrezzato, ora si spera nella diplomazia e che gli organi competenti possano dare una risposta concreta. Altrimenti la manifestazione di protesta è solo rinviata.
