Famiglia del bosco, garante per l’Infanzia e Adolescenza Regione Abruzzo De Febis: “Nessuno sciopero della fame da parte dei mabini”
“Sono stata personalmente in visita presso la casa famiglia che ospita i tre fratellini. Ho pranzato con loro lunedì 9 e nuovamente mercoledì 11, giornata in cui era presente il padre Nathan, condividendo il pasto allo stesso tavolo e potendo quindi constatare direttamente la situazione. Alla luce di quanto verificato, non risulta alcuno sciopero della fame da parte dei bambini”.
Lo afferma l’avvocato Alessandra De Febis, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, a proposito della vicenda della famiglia nel bosco.
De Febis sottolinea che “pur trattandosi di una vicenda che richiederebbe la massima riservatezza, mi vedo costretta” a fornire alcune precisazioni, “per evitare la diffusione di informazioni non verificate”, in merito alle notizie circolate su un presunto sciopero della fame.
Arriveranno martedì prossimo, al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, gli ispettori inviati dal ministero della Giustizia, che effettueranno ulteriori approfondimenti sulla vicenda della famiglia del bosco. La decisione è arrivata dopo l’ordinanza del tribunale, che ha disposto l’allontanamento della madre dei bimbi dalla struttura dove sono ospitati i suoi figli. Gli ispettori avevano già acquisito una prima documentazione e ora non si esclude che possano anche ascoltare i magistrati o anche i diretti interessati dalla vicenda.
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Famiglia nel bosco, Garante: “Verifiche su bimbo che si rifiuta di mangiare”. Marina Terragni arrivata alla casa famiglia di Vasto
“C’è arrivata adesso questa novità, del bimbo che si rifiuterebbe di mangiare, ora voglio accertare questa cosa”. Lo ha detto la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, arrivata poco fa a Vasto nella casa famiglia dove dal 20 novembre 2025 vivono i tre bambini della ‘famiglia nel bosco’, da venerdì scorso senza la madre. A raccontare questo particolare nei giorni scorsi era stata la zia del bambino. “Esprimo il mio auspicio che questa storia possa risolversi velocemente, con il minor danno possibile per i minori. Vengo qui come se fossi una bambina che rappresenta l’interesse dei bambini. Immagino che vedrò la dirigente della struttura – ha risposto ai giornalisti che la attendevano davanti ai cancelli -, la curatrice, l’assistente sociale, o almeno la sentirò al telefono, e spero di riuscire anche a parlare con gli psichiatri della Asl”.
Poco prima dell’arrivo di Terragni la zia e la nonna dei bambini avevano lasciato la struttura; il padre dei piccoli oggi
non è presente.
“Non voglio assolutamente dare la croce agli assistenti sociali ma sicuramente esiste un problema di formazione. Si ritrovano spesso a che fare con situazioni molto delicate senza avere gli strumenti adeguati. In questo caso c’era anche un gap linguistico e culturale che potrebbero aver complicato le cose”. Lo afferma la Garante nazionale per l’infanzia, Marina Terragni, poco prima di entrare nella casa famiglia dove sono ospitati i tre ‘bimbi del bosco’. “Quando lo Stato, rappresentato da un’assistente sociale, si avvicina a una famiglia deve adattarsi, ci dev’essere competenza per capire – ha aggiunto -. Se si crea tra loro una difficoltà insuperabile, magari si prova a cambiare l’assistente sociale”.
“Come usciranno i bimbi quando usciranno da qui? – si è chiesta -. Traumatizzati, ma non lo dico io, lo dicono i luminari della psichiatria di questo Paese”. “Nel mio mondo ideale – ha concluso – lo Stato prende in carico l’intero nucleo, tutte le volte che è possibile, gli dà non un antagonista ma una specie di familiare, di amico, che segue la famiglia ed entra a far parte del loro menage correggendo la rotta dove va fatto”
Famiglia nel bosco, intanto comitato spontaneo manifesta a Roma 29 e 31 marzo
“I figli non sono dello Stato”.
“Basta allontanamenti ingiusti. I bambini hanno diritto alla loro famiglia”: sono gli slogan della manifestazione, in programma a Roma il 29 e il 31 marzo prossimi, in difesa della ‘famiglia nel bosco’, ma non solo, decisa all’indomani del
presidio spontaneo di sabato scorso con i camper a Palmoli, in provincia di Chieti. Le famiglie di neorurali si recheranno a
Roma per dare vita a un corteo il 29 dalle ore 15: partenza da piazza Vittorio Emanuele e arrivo a Porta San Giovanni. Il 31
marzo, dalle ore 11, flashmob nei pressi di Montecitorio, in piazza Capranica, con la consegna delle istanze ai parlamentari
da parte del Comitato spontaneo. Parteciperà una delegazione di genitori ai quali sono stati sottratti i figli. “Difendiamo il diritto dei bambini a crescere nella loro famiglia” dicono gli organizzatori dell’evento. Il caso della “famiglia nel bosco”, sottolineano, ha fatto sì che “la questione si stia allargando a macchia d’olio.”
“Nathan si è reso disponibile ad un colloquio con gli assistenti sociali e sta iniziando un percorso in questa direzione”. Lo afferma l’avvocato Alessandra De Febis, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, a proposito della vicenda della famiglia nel bosco. “Invito tutti alla massima prudenza e responsabilità nella diffusione di notizie su una vicenda così delicata, nel rispetto della privacy e della stabilità dei minori coinvolti”, conclude la garante.
Nathan Trevallion ha visitato questa mattina una nuova casa dove potrebbe trasferirsi prossimamente insieme con la moglie Catherine che, da venerdì scorso, è tornata nella casa nel bosco dopo la decisione del Tribunale dei minorenni dell’Aquila di allontanarla dalla casa famiglia dove sono ospitati i loro tre figli. A rivelarlo è stato Armando Carusi, il ristoratore che ha offerto in comodato d’uso gratuito il proprio b&b alla famiglia nell’attesa di una decisione sul ritorno dei bimbi. “Con Nathan e il sindaco siamo andati a vedere la casa nuova che il Comune ha messo a disposizione già da un po’ – dice all’ANSA -. Devo dire che Nathan è rimasto molto contento. E’ una casa nuova, stupenda, isolata, vicina al bosco e a 10 minuti dal loro casolare. Il contratto stipulato con loro per il mio
b&b, peraltro, scade a fine mese”.