L’Aquila, mura urbiche: il restauro prosegue

Le mura urbiche illuminate sono l’immagine simbolica della città rinata dalle macerie del terremoto. L’Aquila post-sisma non è più quella di prima: restituisce giorno dopo giorno porzioni architettoniche, artistiche e urbanistiche dimenticate nel tempo e nascoste dalla natura che, se non controllata, ingloba tutto.

Così è stato per le mura urbiche: 5 chilometri di cinta muraria trecentesca esempio raro in Europa. Il recupero delle mura – che è ancora in corso – è stato possibile grazie a un intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione che prevede anche la realizzazione di camminamenti in alcuni tratti, finanziato con 8 milioni di euro di fondi europei (Por-Fesr 2007-2013, Asse VI.2.1) assegnati alla Regione Abruzzo e quindi trasferiti al Comune, che ha stipulato una convenzione con e gestiti dal Segretariato regionale d’Abruzzo del Mibact. I lavori procedono sotto la direzione dell’architetto Antonio Di Stefano della Soprintendenza unica per la città dell’Aquila.

Il fascino dell’immagine notturna delle mura, ben visibile soprattutto da alcuni punti in alto della città, è ineguagliabile: ad esempio nei passaggi a raso muro da Porta Branconia scendendo verso Porta Barete è stata scelta un’illuminazione a led a basso consumo, con lampade a diversa temperatura di colore, per mantenere la profondità. Una precisa scelta progettuale.

E mentre il restauro prosegue, a prendersi cura delle mura ci pensano le 11 associazioni cittadine che hanno ricevuto in “adozione” altrettante porzioni di mura grazie a una convenzione con l’ex amministrazione comunale.

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