Pescara, violenta una bimba in parco pubblico

La Squadra Mobile di Pescara ha eseguito una misura cautelare, con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari, nei confronti di un pescarese di 51 anni indagato per violenza sessuale aggravata.

Una vicenda penosa e drammatica che vede un protagonista negativo, l’uomo arrestato, ma anche protagonisti positivi, tutte donne, a cominciare dalla piccola vittima che a seguito di una doppia audizione protetta alla fine ha ceduto confidando gli abusi, scoppiando in lacrime e dicendo “finalmente mi sono tolta un peso”. Le altre protagoniste, veri angeli, due sovrintendenti della Polizia di Stato che con estrema gentilezza hanno indotto la vittima a parlare, ed una mamma che quella domenica di ottobre, in un pomeriggio assolato, nel parco vicino alle Naiadi al confine tra Pescara e Montesilvano, ha avuto il coraggio di affrontare l’uomo che palpeggiava e si faceva palpeggiare su una panchina, mettendolo in fuga. Insieme alla sua, gli agenti della Sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile di Pescara, hanno raccolto altre 4 testimonianze tutte molto dettagliate. L’aspetto ancora più grave é che la piccola vittima era sotto la custodia del suo orco, operaio di 51 anni separato, visto che é la figlia della compagna rumena del suo ex suocero vedovo. Totalmente estranea la famiglia, quel giorno al parco c’era anche lo zio della piccola ed altri tre bambini, l’uomo si era allontanato lasciando i minori sotto la tutela del presunto pedofilo. Un’indagine estremamente delicata, come avviene spesso per questo squallido tipo di reato, condotta con pazienza e maestria dalla speciale sezione della Questura di Pescara, ritenuta a livello nazionale vera e propria eccellenza, grazie anche al supporto competente di consulenti e psicologi che si affiancano nell’attività investigativa.

Il servizio del Tg8:

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Barbara Orsini: