Campo Imperatore, il Parco esce allo scoperto

I vertici del Parco del Gran Sasso al contrattacco sul rogo di Campo Imperatore: respingono le responsabilità sulle autorizzazioni e accusano di sciacallaggio. Subito fondi per il ripristino dei danni.

Gli interi fondi del Parco nazionale del Gran Sasso andranno al ripristino dell’area devastata dall’incendio che sabato scorso ha cancellato ettari ed ettari di prateria tra Fonte Vetica e Fonte Macina, nei versanti aquilano e pescarese. A dirlo è il presidente del Parco, Tommaso Navarra, a margine del consiglio direttivo che si è tenuto questa mattina nella sede dell’ente ad Assergi.

C’è una relazione istruttoria – non ancora completa spiega Navarra – dalla quale emergerebbe una disconnessione tra la 58esima fiera degli ovini dello scorso weekend e l’incendio, che sarebbe da ricondurre a persone, freqyuentatori della montagna che non avevano attinenza con la manifestazione. Il danno è significativo, e c’è bisogno di un intervento immediato. Un consiglio direttivo voluto dai vertici del parco proprio per ricostruire la vicenda, comprendere le responsabilità di un incendio che si poteva forse evitare. Navarra ha anche sottolineato la carenza di personale del Parco: sono soltanto 104 i forestali per un territorio di 150mila ettari di estensione. Nel giorno della rassegna, un quinto di questo personale venne assegnato a Fonte Vetica. L’ente dovrà valutare la possibilità di dotarsi di strutture autonome di volontariato ma specializzate nel presidio, nel controllo e nella sicurezza dei territori protetti.

Rimanda la palla della responsabilità nelle mani della Camera di Commercio dell’Aquila – organizzatore della rassegna degli ovini di Campo Imperatore – il direttore Domenico Nicoletti, che ha ricostruito la trafila delle autorizzazioni, che non investono il Parco. Quanto alle richieste di dimissioni, i vertici del Parco rimandano al mittente le esternazioni ispirate da “sciacallaggio politico”.

LE DICHIARAZIONI DI PRESIDENTE E DIRETTORE:

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Marianna Gianforte: