Veleni di Bussi: ora risarcimenti e bonifica

Veleni di Bussi: ora risarcimenti e bonifica. All’indomani della sentenza della Corte d’Assise d’Appello de L’Aquila che ribalta le assoluzioni del 2014, cambia lo scenario.

Dei 19 imputati, tra ex dirigenti, amministratori e tecnici della Montedison, ridotti a 17 per il proscioglimento del tecnico Maurizio Piazzardi e la morte dell’ex responsabile della sicurezza ambientale Ausimont Vincenzo Santamato, per 10 é giunta una sentenza di condanna per due capi d’imputazione: avvelenamento colposo aggravato e disastro ambientale colposo aggravato, e se per il primo interviene la prescrizione, per il secondo le pene vanno dai 3 anni, per Maurilio Aguggia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio; ai due per Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassalli e Giancarlo Morelli. Assolti per intervenuta prescrizione Camillo Di Paolo, Giuseppe Quaglia, Luigi Furlani, Alessandro Masotti, Bruno Parodi e Mauro Molinari. Assolto invece da entrambi i reati per non aver commesso il fatto Guido Angiolini. Sotto il profilo delle pene il disastro ambientale colposo aggravato, anche se non prescritto, rientra in quelli soggetti all’indulto, quindi non si apriranno i cancelli di nessun carcere per i condannati, ma questo aspetto poco conta se si considera, invece, che con la definizione delle provvisionali a favore di tutte le parti civili per oltre 4 milioni complessivamente, si apre lo scenario dei risarcimenti civili. Su questo fronte, al di là della piena soddisfazione da parte della pubblica accusa, sostenuta ieri dal Procuratore Generale Romolo Como, in rappresentanza, va ricordato, anche di coloro che per anni hanno combattuto una battaglia impari contro il colosso della Chimica Italiana reo di aver interrato per decenni qualcosa come 250 mila tonnellate di sostante tossiche e scarti industriali, ovvero i Sostituti Procuratori di Pescara Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini, ma se vogliamo anche il primo Pm, quello del 2007, Aldo Aceto, l’elemento che questa Corte ha rilevato, al contrario di quella di Chieti, é l’avvelenamento delle falde acquifere, lì dove il reato si consuma all’origine e non al punto di emunzione, tanto da disporre la più alta provvisionale, un milione e 10 mila euro, all’Ente d’ambito Ato di Pescara. Da qui la definizione dei due reati ai quali i giudici sono giunti evitando l’intricato percorso del dolo sulla cui interpretazione molti illustri avvocati della Difesa, da Padovani alla Severino, si erano appoggiati in ausilio ai rispettivi assistiti. A distanza di 8 anni dalla prima udienza, in attesa delle motivazioni che usciranno entro i canonici 90 giorni,  é ancora presto per attendersi i titoli di coda, considerando la possibilità, comunque, di un ulteriore ricorso in Cassazione sull’applicazione delle aggravanti, ad esempio, ai reati contestati, ma la vera svolta alla quale la sentenza di ieri conduce, é quella dei risarcimenti che certificano il danno subito e che costringe i diretti interessati a non indugiare ulteriormente sul versante della bonifica che, alla luce degli inquietanti dati relativi ad un inquinamento che prosegue nel tempo, non può più aspettare.

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MINISTRO GALLETTI: ” CHI INQUINA VA PUNITO ”

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti commenta così la sentenza della Corte d’Assise dell’Aquila che ha riconosciuto il reato di avvelenamento colposo delle acque causato dalla discarica dei veleni della Montedison di Bussi sul Tirino  “Non commento le sentenze. Credo che la magistratura faccia bene il proprio mestiere. Quello che mi interessa è focalizzare l’attenzione sulle bonifiche che dobbiamo continuare a fare. È giusto punire chi ha sbagliato e inquinato. Lo dico forte di un provvedimento che abbiamo fatto in questa legislatura, che trovo forse il più importante, l’introduzione degli ecoreati. Noi un segnale preciso in questo Paese lo abbiamo dato: chi inquina non è che paga, chi inquina va in galera. E la magistratura fa bene a fare tutto il percorso per punire chi ha inquinato, se ha inquinato. Da parte mia dico avanti con le bonifiche”.

Luca Pompei: