Trasporto Pubblico Locale in Abruzzo: massiccia adesione allo sciopero

Da punte del 100%, in particolare a Chieti e Teramo città, a quelle minime del 35% circa a Pescara, dati positivi, comunque, sull’adesione allo sciopero del Trasporto Pubblico Locale in Abruzzo in programma oggi per 24 ore.

Al centro delle proteste manifestate,  già in uno sciopero di 4 ore nelle scorse settimane e ribadite oggi con forza dai sindacati, la politica regionale sul trasporto pubblico locale. Tanti gli argomenti sul tavolo e tante le situazioni provincia per provincia, in linea generale i criteri che si andrebbero ad adottare per la riorganizzazione della TUA, come ampiamente annunciato dal presidente Giuliante, ma anche singole situazioni come quelle dei lavoratori della Baltur a Teramo e de La Panoramica a Chieti e dell’Ama a rischio fallimento a L’Aquila. Non a caso in queste tre  città l’adesione è stata del 100%, a l’Aquila 85%, soppressi anche 9 treni regionali gestiti da TUA. A Chieti si è tenuto anche un corteo che da Largo Cavallerizza si è dipanato in centro, fino a giungere davanti la sede del Municipio alla Banca d’Italia. Non a caso è stato scelto il Comune come punto d’arrivo, perché è proprio sull’amministrazione comunale che si concentrano le principali lagnanze dei lavoratori:

“Su “La Panoramica” c’è il solito problema della velocità commerciale e sulle corse che spesso di accavallano creando disagi all’utenza – spiega Luciano Lizzi segretario regionale Faisa – trattandosi di un’azienda non pubblica è chiaro che per ogni chilometro  che fa in più vuole essere retribuita, in questo caso è il Comune che dovrebbe intervenire con investimenti integrativi, lo stiamo dicendo da almeno due anni, ma non abbiamo ancora ricevuto risposte. Senza poi contare che, a differenza di altre società, i dipendenti che per varie ragioni non possono più guidare gli autobus vengono licenziati invece che ricollocati in altre mansioni.”

Sempre su Chieti, ma anche su Teramo per la verità, il contenimento delle spese auspicato da Giuliante porterà alla chiusura o alla perdita di diversi presidi storici, come i depositi e le officine, è di oggi la notizia di una lettera aperta inviata a Giuliante da Federico Gallucci in qualità di esponente del movimento “Energie per l’Italia”, ma anche di proprietario del deposito in zona Tricalle:

“A Chieti abbiamo già dovuto subire il trasferimento della Direzione Generale – lamenta Maurizio Di Martino della Filt-Cgil Chieti – ora anche il deposito è a rischio, con la conseguenza immediata di perdita di posti di lavoro e gravi danni anche all’indotto. L’amministrazione comunale non ha alzato il dito, ma anche i consiglieri regionali eletti a Chieti, sembrano voltare le spalle ad una situazione divenuta insostenibile.”

IL SERVIZIO DEL TG8:

Luca Pompei: