Teramo, la Funivia un’occasione persa

Dopo la  bocciatura della Funivia  il Partito Democratico teramano ha espresso forte rammarico nei confronti della decisione presa del Consiglio comunale.

Dire “no’”alla realizzazione del progetto che avrebbe dovuto collegare il Campus di Coste Sant’Agostino con il centro storico cittadino è stato “un grande errore”. Il costo dell’opera, circa 10 milioni di euro, sarebbe stato finanziato dai fondi del Masterplan della Regione Abruzzo. Un occasione persa per l’opposizione del Pd che ora spera che i fondi rimangano sul territorio, ad esempio per la riqualificazione urbanistica del quartiere Cona, chiesta da tempo dalla cittadinanza, e per nuovi investimenti sulla mobilità sostenibile nella Provincia. Ricordiamo che l’Università di Teramo guidata dal rettore Luciano D’Amico si sarebbe occupata anche dei costi di gestione,  che ammonterebbero a circa  400000 euro, a fronte dei costi da sostenere per il medesimo servizio effettuato tramite autobus, circa 800000 euro. L’Università avrebbe anche messo a disposizione personale e studenti attraverso borse di studio e abbonamenti annui che avrebbero prodotto, secondo una stima fatta dell’UNITE,  almeno entrate per circa 200000 euro. Afferma l’esponente del Pd Manola di Pasquale:
“Il progetto avrebbe dato una svolta anche al quartiere di Colleparco che, ad oggi, resta una zona dormitorio, senza servizi e senza sentirsi comunità. Purtroppo in Consiglio comunale è prevalsa una visione miope, la maggioranza non ha voluto fare lo sforzo di andare oltre le proprie convinzioni politiche, ha vinto la logica del piccolo orticello che di certo non aiuta lo sviluppo futuro di una città capoluogo. E’ stato più importante bocciare chi ha proposto l’idea piuttosto che il progetto in sé, mentre in questi casi sarebbe opportuno mettere da parte gli steccati e guardare, insieme, verso il futuro, con un’unica idea di città e della sua vocazione che in 10 anni non ha saputo né costruire né sviluppare perdendo molto delle sue ricchezze”.

 

https://www.youtube.com/watch?v=xDGHIaohVUw

Federico Di Luigi: