Sisma Teramo, edifici inagibili, e mancano i tecnici

A Teramo  con il passare dei giorni si fa sempre più difficile la situazione post terremoto a causa degli ingenti danni provocati dalla scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre .

Cresce il numero degli sfollati e sono ancora numerosi i controlli che i tecnici devono concludere. Nel quartiere di Colleattarrato le 4 palazzine con 48 appartamenti di proprietà dell’Ater  sono state fortemente danneggiate e con ogni probabilità  verranno rese inagibili. Molte persone continuano a dormire in macchina o nei punti di ritrovo dove sono stati messi a disposizione dei letti per passare la notte. Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi la sta lavorando al massimo insieme ai tecnici per portare a termine le richieste di verifiche, numero che purtroppo  aumenta con il passare delle ore, per questo il primo cittadino ha chiesto aiuto direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“C’è un’errata percezione dei danni che Teramo, città capoluogo, ha avuto con questo terremoto: noi siamo soli a fronteggiare con i vigili del fuoco qualcosa come oltre 1.000 richieste di verifiche e sopralluoghi. Deve essere ben chiaro che in Abruzzo, il terremoto c’è stato soprattutto a Teramo e provincia”. A dirlo con forza il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, che ha bisogno, dice, del sostegno tecnico per le verifiche nelle abitazioni, a centinaia interessate da lesioni più o meno gravi, che però hanno provocato un brusco innalzamento del numero degli sfollati nel capoluogo e nelle frazioni. Nel fare il punto della situazione dinanzi al riaperto cimitero cittadino di Cartecchio – dove si entra da un ingresso secondario – il primo cittadino di Teramo riferisce della telefonata del collega aquilano Cialente che gli ha offerto 50 appartamenti del Progetto Case per ospitare 50 famiglie sfollate. E lo dice proprio mentre si trova a fronteggiare l’ ultima emergenza in ordine di tempo: due condomini di proprietà dell’Ater, in via Adamoli e in via Giovanni XXIII, nel quartiere di Colleatterrato dove i vigili del fuoco hanno sottolineato vizi di agibilità per le lesioni ai pilastri. Oltre una cinquantina di famiglie devono lasciare le case, ovvero circa altre 150 persone che vanno ad aggiungersi alle 317 già sfollate nel territorio del capoluogo teramano, ieri e domenica.

Il servizio del Tg8:

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Federico Di Luigi: