Edoardo Giambuzzi e Arianna Rivero attraversano il Cammino d’Abruzzo. Un’avventura a piedi che unisce la riscoperta delle radici e lo stupore di chi vede per la prima volta le meraviglie naturalistiche e culturali del territorio abruzzese
L’Abruzzo è una terra di contrasti millenari, dove il blu del mare Adriatico bacia i profili delle colline storiche e le vette dell’Appennino. Un patrimonio di inestimabile valore che, per essere compreso fino in fondo, richiede tempo, attenzione e un ritmo lento. È questo lo spirito che guida Edoardo Giambuzzi e Arianna Rivero, due camminatori protagonisti di un viaggio a piedi lungo il Cammino d’Abruzzo, nato nel 2017 da un’idea della camminatrice abruzzese Orietta D’Armi e di un gruppo di appassionati di trekking e turismo lento e che i due giovani hanno scelto creando un itinerario pensato per svelare i gioielli più preziosi e autentici della regione.
Accolti nei giorni scorsi a Pineto e a Roseto degli Abruzzi, i due viaggiatori stanno disegnando un percorso che è una vera e propria mappa delle meraviglie. Il loro itinerario unisce perle costiere e borghi storici ricchi di fascino, toccando centri come Montesilvano, Città Sant’Angelo, Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi, offrendo uno spaccato unico di un territorio capace di stupire a ogni chilometro.
Due sguardi diversi sulle meraviglie abruzzesi
Il viaggio di Edoardo e Arianna accende i riflettori sulla straordinaria varietà naturalistica e culturale abruzzese attraverso due punti di vista unici e complementari:
Edoardo Giambuzzi, originario di Ortona ma residente a Berlino, ha scelto il cammino come un’opportunità intima per riscoprire i gioielli della propria terra d’origine, con il forte desiderio e l’obiettivo di tornare presto a viverci stabilmente.
Arianna Rivero, proveniente da San Damiano Macra (in provincia di Cuneo), ha invece colto questa occasione per esplorare l’Abruzzo per la prima volta, rimanendo affascinata dal perfetto mosaico ambientale della regione, capace di unire mare e montagna in pochi chilometri.
Camminare lungo queste tappe significa immergersi in scenari unici: dalla natura incontaminata della costa fino ai paesaggi suggestivi dell’entroterra e ai borghi storici ricchi di arte e tradizioni, dove il fattore umano e l’ospitalità delle comunità locali diventano parte integrante del patrimonio da scoprire.
Il valore del turismo d’identità
L’incontro con le Amministrazioni locali conferma come il turismo lento sia la chiave d’accesso più preziosa per valorizzare le peculiarità della regione, mettendo in rete i suoi tesori nascosti.
Il viaggio di Giambuzzi e Rivero dimostra come l’Abruzzo sappia emozionare sia chi vi fa ritorno sia chi lo scopre per la prima volta, confermandosi una terra tutta da esplorare, un passo alla volta.