14 maggio 1996-14 maggio 2026: il concerto di Sting a Pescara 30 anni dopo. L’ideatore dell’evento Enrico Paolini, su Rete8, ricorda: “Fu una follia, per anticipare i costi del concerto, finanziato con fondi europei, ipotecammo il palazzo della Provincia”
A 30 anni dallo storico concerto di Sting, a Pescara, noto come “Concerto per i Parchi”, che il 14 maggio del 1996 vide la presenza, nelle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria, di oltre 100mila persone, l’ideatore e promotore dell’evento Enrico Paolini, già vice presidente della Regione Abruzzo, che all’epoca era assessore provinciale con delega al Turismo, nella rubrica “Il Fatto” risponde alle domande del direttore di Rete8 Carmine Perantuono e racconta anche i retroscena mai svelati.
All’evento gratuito parteciparono spettatori provenienti da tutta Italia per sostenere i parchi abruzzesi. La star britannica ha cantato gratuitamente e quel concerto viene ancora ricordato come un momento memorabile e non ripetibile nella storia della città e della regione.
Vennero organizzati 19 treni speciali per gestire l’enorme afflusso di pubblico. Il concerto è rimasto impresso nella memoria collettiva per la grande affluenza e l’atmosfera festosa.
Enrico Paolini parla di uno dei più grandi eventi rock mai organizzati in Italia, uno dei più grandi eventi popolari mai avvenuti in una regione che sostanzialmente ha radunato nel capoluogo adriatico un numero pari a circa a un decimo dei propri residenti.
Rete8 realizzò una lunghissima diretta condotta dal compianto direttore Pasquale Pacilio e il quotidiano il Centro pubblicò inserti speciali sulla manifestazione.
Polini racconta: «La mia idea nacque dopo che Sting fondò “Rainforest Foundation” e seppi del grande impegno dell’artista in favore dell’ambiente e del grande concerto che fece in Brasile. Noi all’epoca eravamo impegnati nella promozione dell’Abruzzo Regione Verde d’Europa, il progetto del sistema dei parchi abruzzesi insieme a Franco Tassi, Fulco Pratesi, Grazia Francescato, Antonio Cederna e tanti altri.
Queste due cose mi fecero venire in mente che forse, per far diventare l’Abruzzo dei parchi in qualche modo identificabile nel mondo e in Italia per i turisti, per gli ambientalisti e per quanti fossero interessati, ci voleva un evento importante. Un evento però corretto: in cui la persona che faceva l’evento aveva a che fare con l’ambiente e Sting sembrava l’ideale.
Quando lo dissi fui preso in giro per molte settimane perché nessuno pensava di poter convincere Sting a fare un free concert, cioè un concerto gratuito in una regione abbastanza marginale. La prima volta che riuscii a dialogare direttamente con Sting – allora si usavano i fax e io feci un fax spiegando che il concerto si poteva fare a Pescara – mi chiese dove si trovava Pescara. E gli risposti che si trova vicino a Roma. Ma poi gli spiegammo dei parchi e allora lui ha capito».
Alla domanda su come riuscì a trovare i fondi necessari per organizzare l’evento Paolini ricorda che grazie all’assessore regionale alla Cultura e Turismo di allora, Alberto La Barba, seppe che circa 500 milioni di lire, destinati dall’Europea alla promozione dell’ambiente e del turismo, rischiavano di tornare indietro.
Paolini afferma: «Con lui organizzammo, dal punto di vista amministrativo, le delibere e quanto necessario per indirizzare questi fondi. E pensate non abbiamo speso neppure una lira (allora c’erano le lire e non gli euro). Anzi i soldi messi a disposizione dagli sponsor del concerto li destinammo per i partecipanti. Per esempio distribuimmo 20mila bottiglie d’acqua minerale e 15mila panini per chi veniva da fuori regione e fornimmo servizi di assistenza sanitaria. Indirizzando tutto il denaro per i servizi essenziali tanto che non successe nulla».
Un lavoro sinergico tra enti di diversi colori politici: la Provincia che allora era guidata dal presidente Luciano D’Alfonso, la Regione presieduta da Antonio Falconio, morto nel 2021, e il Comune guidato da Carlo Pace, deceduto nel 2017, e in giunta c’era assessore l’attuale sindaco Carlo Masci.
Quale ricordo ha di Sting Enrico Paolini?
«Una persona veramente molto colta: lui è un professore di Lettere e forse molti non lo sanno. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e ho avuto modo di scambiarci un paio di volte opinioni sull’ambiente. Mi ricordo questa grande sensibilità perché Sting si esibì gratuitamente. Noi pagammo a lui soltanto le spese di viaggio e di pernottamento. Ma ciò che è costato moltissimo è stato l’allestimento del palco e l’amplificazione: 200-300 milioni di vecchie lire.
C’è stato un momento in cui, anche dal punto di vista finanziario, ho temuto che il concerto non si facesse. Intanto devo ringraziare Franco Mamone, l’allora agente di Sting , scomparso nel 2015. C’è stata l’opposizione degli agenti inglesi di Sting che non volevano che suonasse gratis. Quindi cominciarono a chiederci, sei mesi prima, come pagare le rate per allestire il palco. La Provincia di Pescara non aveva fatto alcuno stanziamento, perché i soldi venivano dalla Regione appena sarebbero arrivati i fondi europei.
Mi trovai di fronte al bivio: o rinunciare al concerto oppure anticipare questi soldi. Allora con coraggio riunimmo la giunta provinciale e abbiamo dovuto chiedere la somma alla Cassa di Risparmio di Pescara. Ci fu concesso il prestito ma è stata necessaria una delibera in cui dovemmo garantire questa anticipazione e lo facemmo impegnando il Palazzo della Provincia. Una delibera che rimase agli annali; durò poche settimane perchè poi arrivarono i soldi e la revocammo. Quando si fece questa giunta io dovetti proporre questa cosa al segretario generale della Provincia, Benito di Carlo, persona squisita e competente che mi chiese se ero sicuro visto che era una situazione molto delicata».
Enrico Paolini poi racconta come logisticamente è stato preparato l’evento irripetibile:
«Sgombrammo le aree risulta dell’ex stazione ferroviaria, togliendo ogni ostacolo, era un’area aperta e facemmo un’isola pedonale che andava dagli alberghi di Montesilvano allo stadio. Decine di km e migliaia di persone arrivate in Abruzzo. Imparammo a organizzare un grande evento che forse è stato il concept più importante in Europa o nel mondo. Perché di concerti free ce ne sono fatti veramente pochi dopo Woodstock. Oggi ci sarebbe maggiore responsabilità, ci sarebbero maggiori complicazioni forse. Ricordo che subito dopo si fece un evento a Roma e andò meno bene: un morto e due feriti».