La Filcams Cgil di Chieti insieme ai dipendenti del punto vendita Ikea in presidio, questa mattina, a San Giovanni Teatino per chiedere la rinegoziazione del contratto integrativo, scaduto dal 2019. Accanto ai lavoratori anche il Partito Democratico
Anche a San Giovanni Teatino, questa mattina, alcuni dei 180 dipendenti di Ikea hanno incrociato le braccia e hanno dato vita ad un presidio davanti al punto vendita, dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di rinegoziazione del contratto integrativo, scaduto dal 2019, e contro un sistema premiante che ritengono inaccettabile. Allo sciopero avrebbe aderito il 40% del personale.
Allo sciopero nazionale dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, a livello territoriale, ha aderito solo la Filcams Cgil di Chieti. Giuseppe Di Lena, RSU della Filcams Cgil, ha spiegato che l’azienda ha proposto un rinnovo del contratto di lavoro “a ribasso e ci sono problemi sulla gestione dei turni e sulle aperture domenicali”.
Accanto ai lavoratori anche il capogruppo del Partito Democratico in Regione Silvio Paolucci il quale annuncia iniziative in Consiglio in merito alle aperture domenicali.
Daniela Primiterra, Segretario Generale della Filcams Cgil di Chieti in una nota spiega: «L’azienda decide unilateralmente condizioni che peggiorano la situazione dei lavoratori con un peggioramento per i part time involontari e anche per i full time. Le continue richieste di flessibilità con il ricorso al lavoro di domenica e nei festivi sono inaccettabili.
I lavoratori non hanno più una vita privata e nessuno di loro riesce ad avere una vita normale al di fuori del punto vendita. Noi chiediamo che l’azienda torni sul tavolo delle trattative per dare ai lavoratori i riconoscimenti dovuti, visto che a San Giovanni Teatino i dai sono positivi per l’azienda. La Filcams Cgil di Chieti continuerà a lottare per l’umanità del lavoro. Chiediamo anche alla Regione di intervenire sulle chiusure domenicali e festivi, non è più possibile andare avanti in questo modo».
Secondo quanto riportato dall’Ansa, Ikea avrebbe invece comunicato che l’adesione allo sciopero è stata del 10%.
Nel pomeriggio è giunta in redazione la nota dell’azienda. Sotto il testo integrale:
“In merito allo sciopero indetto dalle sigle sindacali per il 5 dicembre, l’Azienda, pur nel pieno rispetto del diritto di sciopero, desidera fornire alcuni chiarimenti, auspicando una pronta ripresa di un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte. Per quanto concerne il premio di partecipazione, esso costituisce un sistema premiale strettamente correlato al raggiungimento di specifici obiettivi prefissati e condivisi con il sindacato. Purtroppo, il mancato conseguimento di tali obiettivi non consente, per l’anno in corso, di erogare il premio a tutti i co-worker. Rimane il rammarico per non aver raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto integrativo che avrebbe consentito a tutti i co-worker di fruire un premio di gran lunga migliorativo rispetto all’attuale sistema premiante.
Relativamente al Contratto Integrativo Aziendale, negli ultimi tre anni l’impegno dell’Azienda è stato volto a migliorare ulteriormente le condizioni economiche già riconosciute a tutti i co-worker dall’attuale Contratto Integrativo con interventi sia sul versante del welfare che delle maggiorazioni, in IKEA già ampiamente migliorative rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale. Si ritiene che la sottoscrizione di tale accordo per tempo avrebbe consentito a tutti i co-worker di raggiungere benefici economici importanti.
IKEA ha costantemente ricercato un confronto con le sigle sindacali e conferma la propria disponibilità a sottoscrivere il Contratto in qualsiasi momento – anche con una durata ridotta rispetto alla normale vigenza – sulla base della proposta aziendale, evidentemente migliorativa.
IKEA Italia intende inoltre ribadire che la propria strategia di business rimane saldamente allineata all’obiettivo di rendere il brand accessibile alla maggioranza delle persone, anche in un contesto storico in cui tutti i consumi sono significativamente influenzati da molti fattori“.