Sanità, l’Abruzzo accelera sulle liste d’attesa e supera la media nazionale sulle urgenze. Ma resta il nodo diagnostica. L’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì: «La nostra strategia funziona. Ora con le Asl dobbiamo sbloccare la diagnostica»
Arrivano segnali di svolta per la sanità abruzzese su uno dei fronti più complessi e sentiti dai cittadini: quello delle liste d’attesa. Secondo l’ultimo rapporto ufficiale dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), presentato a Roma, nei primi quattro mesi del 2026 l’Abruzzo ha messo a segno un netto miglioramento nelle prestazioni sanitarie a più alta priorità, balzando al di sopra della media nazionale per la gestione delle urgenze.
Il “balzo” delle urgenze: i dati del cruscotto Agenas
Il nuovo cruscotto di monitoraggio ministeriale fotografa un cambio di passo netto rispetto allo scorso anno. Nel periodo compreso tra gennaio e aprile 2026, la Regione Abruzzo ha garantito le prime visite con priorità U (urgenti, da erogare tassativamente entro 72 ore) nell’85,6% dei casi, registrando un balzo in avanti di quasi dieci punti percentuali rispetto al 76,5% dello stesso periodo del 2025.
Un trend positivo che si riflette anche sugli esami diagnostici urgenti, passati dal 66% all’82,4%. Performance superiori alla media italiana si registrano anche per la classe P (programmate, entro 120 giorni), assicurate nell’84,9% delle prescrizioni. Più stabili le classi intermedie: la priorità B (breve, entro 10 giorni) si attesta al 74,6%, mentre la D (differibile, entro 30 giorni) si ferma al 64,1%.
A riconoscere lo sforzo è stato lo stesso direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, che ha citato pubblicamente l’Abruzzo come modello per aver saputo concentrare le risorse e il piano di governo proprio sulle classi di priorità più critiche per la salute del paziente (U e B).
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Il plauso della maggioranza e il confronto con le altre Regioni
Soddisfazione è stata espressa da Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale e dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì la quale ha dichiarato:
«I dati diffusi da Agenas certificano un lavoro serio e concreto. I risultati sulle prestazioni urgenti dimostrano che la strategia sta producendo effetti tangibili per i cittadini. L’Abruzzo mantiene risultati competitivi rispetto a molte altre realtà italiane, posizionandosi sopra territori come Umbria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia o Puglia».
Le spine: diagnostica e tempi differibili. Scatta il piano Asl
La stessa governance regionale preferisce evitare trionfalismi assoluti. Restano infatti alcune flessioni complessive, in gran parte ereditate dal complesso bilancio del 2025, concentrate soprattutto sulla diagnostica strumentale e sulle prestazioni differibili (classe D), dove i tempi restano ancora troppo lunghi rispetto agli standard previsti.
Dagli uffici dell’assessorato fanno sapere che la macchina si è già mossa per correre ai ripari. È in corso un’interlocuzione tecnica serrata tra l’Agenzia Sanitaria Regionale, le singole Asl e il Ruas (Responsabile unico dell’assistenza sanitaria) per riallineare i tempi d’attesa carenti. Le contromisure sul tavolo prevedono il potenziamento dei Cup di secondo livello e un giro di vite per contrastare l’inappropriatezza delle prescrizioni mediche, considerata uno dei principali fattori di intasamento dei flussi.