Provincia Pescara: 4 consiglieri attaccano Di Marco

Quattro consiglieri provinciali di Pescara attaccano le scelte del presidente Antonio Di Marco accusandolo di gestire in modo autoritario l’Ente.

Nel comunicato stampa i consiglieri provinciali Enzo Catani, Leila Kechoud, Annalisa Palozzo e Piernicola Teodoro in una nota  sferrano un attacco al presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco criticando il suo modo di amministrare l’Ente.

Nella nota si legge che il Presidente “Forse si dovrebbe invece soffermare, in rispetto delle idee politiche che rappresenta, sulle causa della crisi governativa in corso nella sua maggioranza, perché è di questo che si tratta. Appellarsi ad una legge, quella della riforma delle Province, che mette in mano i poteri ad un suolo uomo al commando in barba ad ogni regola della democrazia, sembra essere l’epilogo di un processo iniziato nel 2014 con la sua elezione a Presidente della Provincia di Pescara, ponendolo a capo di un Ente importante ( per fortuna ridimensionato visti i risultati) dopo la sola esperienza amministrativa da Sindaco di una Comunità di poco meno di 400 abitanti, quella di Abbatteggio. Il principio di gestione collegiale della politica e delle amministrazioni, elemento fondante della conduzione democratica del potere politico, valore imprescindibile del nostro elettorato, sembra essere ormai completamente dimenticato dal Presidente Di Marco che esercitando di fatto, un controllo totale e solitario sull’’Ente provinciale ha provocato un evidente indebolimento della sua coalizione e la perdita di un seggio all’occasione del rinnovo del consiglio provinciale nel gennaio del 2017 (la maggioranza è passata da 8 a 7 consiglieri su un totale di 12). La sua incapacità di mediazione e coinvolgimento delle parti politiche (unico consiglio provinciale guidato dal centro-sinistra in Italia dove non sono state assegnate le deleghe che, seppur formali, avrebbero dato un segnale di condivisione del lavoro) ha portato alla formazione di tre gruppi politici distinti, segnando immediatamente una spaccatura all’interno della maggioranza, che non è MAI stata riunita in un anno di consiliatura. Tutto ciò non può quindi non comportare conseguenze politiche all’interno del centro sinistra ed è per questo che i consiglieri che hanno come vero ed unico obbiettivo una gestione amministrativa proficua alla collettività, non possono più rimanere muti davanti al rischio evidente di formazione di pericolosi quanto imbarazzanti cerchi magici, che mirano solo ad un’occupazione di poltrone, il tutto condito da uno sconcertante culto della personalità sui social in un delicato momento storico che imporrebbe una certa sobrietà e reportages fotografici paragonabili solo ai più dignitosi giornaletti rosa in bella vista dai parrucchieri. Il Presidente Di Marco, vanta l’appoggio dei Sindaci ma ha ricevuto solo 26 voti su 29 presenti all’Assemblea del 27 dicembre , dimenticando di dichiarare che mancavano all’appello ben 17 sindaci e che l’approvazione del bilancio ottenuto solo grazie ad un interessato appoggio della minoranza che ha impedito il decadimento del Consiglio intero (sempre secondo la legge Del Rio) scongiurando di fatto il pericolo che lui rimanesse alla guida dell’Ente. Ma qualcuno dovrebbe spiegare a Di Marco che questa non può essere considerata un’azione di fiducia nei suoi confronti, vista anche la richiesta di dimissioni proprio da parte del centro-destra. Infine Di Marco cita un “senso di responsabilità” che sarebbe venuto a mancare, secondo lui, nei Consiglieri che si sono rifiutati di partecipare all’ennesima pagliacciata, cioè l’approvazione di un bilancio 2017 (di cosa stiamo parlando ? di stipendi e spese già sostenute ?) a tre giorni della scadenza del 31 dicembre, quando gli altri Enti stanno approvando in questi giorni il bilancio di previsione 2018 : dov’è tutta l’efficienza che lui vanta? Il senso di responsabilità, per noi, è quello di spiegare ai cittadini quello che sta succedendo all’interno di un Ente provinciale, che esiste e ha ancora delle competenze importanti sulla vita di tutti giorni a partire dalla sicurezza dei nostri figli che frequentano le scuole superiori e la gestione di una rete stradale di fondamentale importanza per il nostro territorio, tematiche troppo spesso messe in secondo piano rispetto a cerimonie e lustrini”.

 

Silvina Sarra e Franco Galli rispondono ai 4 consiglieri provinciali di maggioranza:

A rispondere ai consiglieri provinciali di maggioranza, Catani, Kechoud, Palozzo e Teodoro, i consiglieri del Pd Silvina Sarra e Franco Galli i quali respingono le accuse mosse al presidente della Provincia Antonio Di Marco e affermano che non c’è stata alcuna restrizione alle proposte dei consiglieri.

In un comunicato stampa Sarra, Sindaca di Bolognano, consigliera provinciale dal 2014, e capogruppo della lista civica “La Provincia in Comune con Di Marco Presidente” che da qualche mese è stata nominata vicaria del Presidente per la sua vicinanza e l’affiancamento costante al lavoro del presidente Di Marco, e il consigliere Galli scrivono “Siamo effettivamente meravigliati per quanto dichiarato dai colleghi consiglieri perché non troviamo affatto che questa amministrazione abbia impedito o impedisca ai suoi amministratori di fare proposte o di lavorare per il bene del territorio. I consigli provinciali si svolgono regolarmente, così come le Commissioni: sono luoghi aperti, dove è possibile fare proposte, avere ascolto  e discutere. Le deleghe “formali” non sono state attribuite,  ma di fatto ci sono consiglieri che si occupano di alcuni temi in particolare, pur non avendo incarichi formali. D’ altra parte questo Ente è stato oggetto di profonde trasformazioni che ne hanno cambiato l’assetto rendendone difficile la gestione e quest’anno in particolare abbiamo dovuto affrontare  emergenze e problematiche durissime, per le quali il contributo di ognuno era ben accetto. Noi auspichiamo che tutto questo non sia riconducibile alle prossime elezioni politiche e regionali. Di Marco, se vuole, potrà essere candidato alle regionali come anche i consiglieri provinciali che vogliono lavorare in favore del nostro territorio”.

 

Gigliola Edmondo: