La cerimonia conclusiva della 53esima edizione dei Premi internazionali “Ennio Flaiano”, celebrata in piazza della Rinascita a Pescara, ha visto Michele Placido e Alessandro Gassmann tra i mattatori della serata seguita, come sempre, in diretta da Rete8
La notte dei Premi Internazionali Flaiano 2026, in piazza della Rinascita, non è stata una semplice cerimonia, ma un vero e proprio manifesto culturale che ha acceso anche quest’anno i riflettori nazionali e internazionali su Pescara. Un evento seguito come da tradizione in diretta su Rete8, con la conduzione del direttore Carmine Perantuono e le interviste nel backstage ai premiati delle sezioni Cinema, Teatro, Televisione e Giornalismo realizzate da Gigli0la Edmondo con la collaborazione tecnica di Antonio D’Ottavio e la supervisione di Andrea Di Fabio.
A guidare il pubblico dal palco, con brio, con l’eleganza e la professionalità che la contraddistinguono, è stata la giornalista e presentatrice Martina Riva. La serata ha celebrato il genio culturale di origine abruzzese in un’atmosfera vibrante, coordinata impeccabilmente dalla Presidente dei Premi, Carla Tiboni e dal suo staff coordinato dalla responsabile della Comunicazione Romina Remigio.
I Premi Internazionali Flaiano sono entrati ufficialmente a far parte del patrimonio degli eventi culturali sostenuti stabilmente dalla Regione Abruzzo, grazie a un sostegno sancito da una legge ad hoc. Il Consiglio regionale ha espresso un voto unanime sul progetto di legge a prima firma del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, blindando il futuro di una manifestazione che vanta la Medaglia del Presidente della Repubblica e i prestigiosi patrocini del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, del MIC, della Regione Abruzzo, del Consiglio di Presidenza della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara.
L’apertura e i Saluti Istituzionali:
Dopo la sigla ufficiale e l’introduzione della serata da parte di Martina Riva, il primo a salire sul palco per i saluti istituzionali è stato il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha espresso l’orgoglio della città nell’ospitare un parterre di così straordinario livello e ha sottolineato il legame indissolubile tra Pescara e la figura di Ennio Flaiano.
Sezione Teatro
Il sipario delle premiazioni si è aperto con la sezione dedicata all’arte scenica, che ha visto alternarsi sul palco i protagonisti di una stagione teatrale memorabile.
Miglior Regia: Arturo Cirillo per “Le false confidenze” di Marivaux
Motivazione (di Masolino d’Amico): “È possibile fare apprezzare al pubblico di oggi un lavoro di quasi trecento anni fa senza proporla come un reperto di antiquariato e allo stesso tempo senza riscriverlo per aggiornarlo? È la sfida affrontata da ogni regista che decide di affrontare un classico; e non tutti la vincono senza far pendere la bilancia dello spettacolo da una parte o dall’altra. Allestendo Le false confidenze di Marivaux, commedia di incantevole arguzia ma non poi tanto frequentata e che quindi è sempre un piacere riscoprire, Arturo Cirillo, peraltro non nuovo a imprese di questo genere, ha raggiunto un equilibrio perfettamente convincente. A teatro nulla dispone lo spettatore meglio della sensazione che il regista ama il testo che offre e che per questo vuole farlo apprezzare anche agli altri, senza imporsi ma con la persuasione. E la persuasione nel suo caso è stata favorita dalla qualità eccellente dello spettacolo, a partire dal colpo d’occhio di una scena viva, né antica né moderna, né astratta né realistica, ma spiritosamente ospitale; e da costumi coloriti e brillanti senza esagerazioni e senza suggestioni di epoca. Ed è stata ribadita, ovviamente, dalla qualità della recitazione di tutta la compagnia, non per nulla diretta da un attore che oltre a ritagliare una gustosa parte per se stesso sa come valorizzare al meglio i suoi colleghi”.
Miglior Interprete Femminile: Teresa Saponangelo per “Sabato, domenica e lunedì”
Motivazione (di Katia Ippaso): “Il mestiere dell’attrice porta a diventare altro da sé, restando profondamente se stessi. Un equilibrio difficile da raggiungere e ancora più difficile da mantenere. Ecco, nella storia artistica di Teresa Saponangelo questo sottile punto equilibrio viene raggiunto attraverso una ricerca costante, che la porta a confrontarsi con sempre nuove sfide in forme mai convenzionali. Nell’ultima stagione teatrale, è stato apprezzato particolarmente il lavoro sensibile, quasi maniacale, fatto sul personaggio di Rosa Priore, la protagonista femminile della commedia di Eduardo “Sabato domenica e lunedì”, nella regia di Luca De Fusco: la sua recitazione misurata, la sua alta capacità di concentrazione, hanno contribuito a creare una versione del tutto originale di Rosa Priore, dimostrando come Teresa Saponangelo sappia dialogare con la tradizione senza rinunciare al timbro personale, all’estro di un’attrice che sa stare nel proprio tempo”.
Miglior Interprete Maschile: Nello Mascia per “La rigenerazione” di Italo Svevo
Motivazione (di Masolino d’Amico): “Ne La rigenerazione, commedia che scrisse quasi cento anni fa, Italo Svevo osservò con sconsolata ironia i primi sintomi di una tendenza che il nostro tempo avrebbe poi visto crescere fino a diventare quasi una mania generale, vale a dire la volontà di rifiutare l’invecchiamento, ovvero la speranza di riuscire a prolungare una giovinezza che pure sfugge inesorabilmente. Il suo protagonista, che ha ormai passato la settantina, si fa facilmente convincere a sottoporsi a una operazione che dovrebbe consentirgli di arrestare il corso della natura. Oggi sorridiamo di tali illusioni, ma allo stesso tempo ci rivolgiamo ai nostri chirurgi estetici: non è la stessa cosa? Comunque, ringiovanendo Giovanni Cosini vorrebbe anche correggere errori commessi nella sua vita precedente, riafferrare occasioni perdute. Insomma, ha un sogno impossibile, e questo ne fa un personaggio sostanzialmente ridicolo; ma in realtà, sotto la sua volontà di autoconvincersi, l’uomo è terribilmente infelice. Nello Mascia, attore dalla lunga, varia e sempre positiva esperienza, e che ha più o meno l’età di Giovanni Cosini, ne dà una interpretazione finissima, sfruttandone i lati comici ma allo stesso tempo comunicandone una inquietudine sotterranea, un disagio del quale i membri della sua stessa famiglia non si rendono veramente conto e che invece è offerto al pubblico in tutta la sua superficialmente allegra drammaticità”.
Premio alla Carriera Teatro: Sandro Lombardi
Motivazione (di Katia Ippaso): “Sono pochi gli artisti che hanno saputo attraversare la loro epoca lasciando una firma inconfondibile, una traccia poetica, per certi versi quasi siderale. Artisti che appartengono a questo mondo e al tempo stesso sono capaci di trascenderlo. Ecco, uno di questi artisti è Sandro Lombardi, un attore che fin dalla creazione dei Magazzini Criminali con Federico Tiezzi, passando attraverso epoche diverse, cadute e rinascite, ha saputo creare un universo lirico e luminoso fatto di voce, scrittura, sguardo, presenza, ascolto, stupore. Un mondo abitato dalle tante voci di poeti, pittori, maestri della luce, creature liminali con cui ha dialogato da pari a pari, pronto ad accogliere l’inaudito e il sublime. Sandro Lombardi è uno scrittore della scena, un maestro umile e sempre riconoscente, un attore rabdomante che dalla terra ha raccolto fiori appassiti, stanchi, abbandonati e reietti, facendoli fiorire alla luce di una scena che tutto dice e tutto trasfigura. Con tenerezza, ardore e compassione”.
Grandi Omaggi e l’Opera Prima
La serata è proseguita con un momento di altissimo impatto emotivo e culturale: l’ascesa sul palco di un gigante del cinema e del teatro italiano.
Premio alla Super Carriera: Michele Placido
Nota: “Un riconoscimento straordinario a un artista immenso, interprete e regista che ha segnato indelebilmente la storia del cinema e della televisione in Italia e all’estero”.
Subito dopo, l’attenzione si è spostata sui nuovi talenti con l’assegnazione del Premio Opera Prima e Seconda al regista e attore Giovanni Esposito per il film “Nero”, applaudito calorosamente dal pubblico pescarese.
Sezione Grande Serialità
Il palco ha poi ospitato uno dei maestri indiscussi del nostro cinema, celebrato per il suo ultimo, straordinario capolavoro televisivo.
Premio Miglior Serie Televisiva dell’Anno: Marco Bellocchio per “Portobello” (HBO Max)
Motivazione: “Paradossale e drammatico al tempo stesso, il caso Tortora sembra rimosso dalla memoria collettiva. Marco Bellocchio è riuscito nell’intento di riportare sotto i riflettori un clamoroso errore giudiziario con una scrittura asciutta e senza reticenze e racconta la terribile vicenda del popolarissimo personaggio televisivo non tralasciando zone d’ombra, passaggi scivolosi e turbamenti esistenziali per la morale dell’epoca”.
Sezione Giornalismo
È stato poi il turno di uno dei momenti più attesi della serata, lo spazio dedicato al giornalismo d’inchiesta e alla direzione editoriale.
Premio Flaiano di Giornalismo a Marco Travaglio, direttore del quotidiano Il Fatto Quotidiano.
Nota: “Assegnato al direttore per la sua firma pungente, l’indipendenza e la costante ricerca della verità cronachistica, incarnando pienamente lo spirito critico e l’ironia disincantata che furono propri di Ennio Flaiano”.
Sezione Cinema
Il fulcro centrale della kermesse si sposta sul grande schermo, celebrando documentari, regie d’impatto e prove attoriali di altissimo profilo.
Miglior Documentario: “Roberto Rossellini- Più di una vita” di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti
Motivazione (di Paolo Mereghetti): “Il premio Flaiano 2026 per il documentario va a Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti che hanno saputo affrontare da una prospettiva inedita e sorprendente la seconda parte della vita e del cinema di Rossellini: usando solo materiale d’archivi (in parte inedito) e affidando il commento esclusivamente agli scritti e alle dichiarazioni del regista e di chi ha diviso quel tratto di vita con lui e soprattutto senza l’ingombro di una qualche onnisciente voce off, il documentario segna una tappa importante nella ricerca di nuove forme espressive e nel bisogno di far conoscere quello che solitamente si ignora del Roberto Rossellini «didattico»”.
Miglior Regia Cinema: Vincenzo Alfieri per “40 Secondi”
Motivazione (di Franco Montini): “Un film potente dal montaggio nervoso e appassionante che racconta un irrefrenabile percorso verso la tragedia, determinata da un clima di esasperata ed immotivata violenza che l’occhio della cinepresa, costantemente in movimento, coglie con impressionante realismo”.
Premio Speciale per la Regia Cinema: Rocco Papaleo per “Il bene comune”
Motivazione (di Franco Montini): “Un artista controcorrente, capace di esaltare elementi, atteggiamenti, pensieri, modi di essere, solitamente giudicati inutili o superflui. È il tratto originale e distintivo di Rocco Papaleo, attore e regista dalla carriera volutamente e gioiosamente disordinata, che, svariando fra commedia e dramma, realismo e fantasia, ci ha sempre divertito ed anche commosso”.
Miglior Sceneggiatura Cinema: Margherita Spampinato per “Gioia mia” (di cui è anche regista)
Motivazione (di Furio Andreotti): “Una scrittura delicata e potente che ci porta nelle vite di due protagonisti inediti. Un racconto mai retorico che gioca con una poetica profonda e divertente. Dialoghi strutturati che ci restituiscono autenticità e una reale connessione con i personaggi che popolano questo film sorprendente”.
Miglior Interprete Femminile Cinema: Barbara Ronchi per “Elisa” di Leonardo Di Costanzo
Motivazione (di Furio Andreotti): “La sua interpretazione in Elisa ha dato voce a un personaggio complesso e profondamente umano, rendendone tangibili fragilità e contraddizioni. Con rigore espressivo, ha saputo costruire, in ogni gesto e in ogni silenzio una narrazione autentica e coinvolgente. Con Elisa, Barbara Ronchi, firma l’ennesima prova attoriale che ci conferma la sua grande maturità artistica”.
Miglior Interprete Maschile Cinema: Giuseppe Battiston per “Lavoreremo da grandi” di Antonio Albanese
Motivazione: “Capace di adattare un corpo non certo apollineo alle esigenze di un poliziesco lombardo e lacustre, Giuseppe Battiston sa far vivere il suo Beppe, idraulico innamorato della cugina poliziotta e martoriato dalla madre, di una luce autonoma, pronto a conquistare l’attenzione (e gli applausi) dello spettatore con la forza della sua simpatia e autoironia”.
Istituzioni e Sezione Cultura
Verso le battute finali della serata, è salito sul palco il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, per sottolineare l’importanza dell’unanimità dell’aula sulla legge quadro e ribadire la centralità dell’Abruzzo nella geografia culturale internazionale. Subito dopo, si è passati alla consegna del prestigioso riconoscimento per la cultura.
Premio Speciale per la Cultura: Silvia Sanz Torre
Motivazione: “Il Premio Internazionale Flaiano desidera conferirle il Premio Cultura per il suo significativo contributo alla fondazione dell’Orchestra Metropolitana di Madrid, del Coro Talìa e del Mini Coro Talìa, nonché dell’Orchestra Giovanile di Madrid e dell’Orchestra di Bambini Jonsui, e per il progetto di pedagogia orchestrale che promuove da anni. La sua carriera è talmente vasta che elencare gli innumerevoli concerti e spettacoli da lei diretti è quasi impossibile. La sua affascinante direzione di orchestre e musicisti è ipnotica; tutti partecipano con entusiasmo a ogni esecuzione. Con straordinaria semplicità, descrive la musica, e ogni concerto diventa un duetto tra l’orchestra e il pubblico, entusiasta di assistere e ascoltare musica classica e moderna. Un dialogue musicale che commuove e trasporta l’ascoltatore in una dimensione surreale, sospesa nel tempo. Anche la musica moderna acquista una dimensione nuova e più interessante, mentre la musica classica viene presentata con una profonda consapevolezza della storia della musica in generale. E poi ci sono i bambini, che studiano musica, cantano e si divertono, dando alla musica quell’universalità che trascende i secoli e può unire le persone”.
La scaletta ha poi visto un importante Momento RAI legato al Prix Italia, a sancire la solida e storica sinergia tra la radiotelevisione di Stato e l’universo Flaiano.
Sezione Televisione
A chiudere la serata sono stati i protagonisti del piccolo schermo e delle piattaforme digitali globali, acclamati per la forza innovativa delle loro proposte.
Miglior Programma Televisivo: Sabrina Giannini per “Indovina chi viene a cena” (Rai3)
Nota: “Premiata per il rigore, il coraggio dell’inchiesta e la capacità di portare nelle case dei telespettatori temi cruciali di sostenibilità, ambiente e alimentazione con un linguaggio accessibile e incisivo”.
Miglior Regia Televisione: Zerocalcare (Michele Rech) per la serie “Due Spicci” (Netflix)
Motivazione: “La periferia est di Roma è il mondo senza futuro riservato a una generazione disillusa sballottata fra speculazioni edilizie e lotte sociali. Unica consolazione all’esclusione l’amicizia e su tutto la surreale voce della conscience affidata all’Armadillo. L’ironia venata di amarezza – come Flaiano – stempera i drammi della quotidianità sviluppati in un contesto ambientale tossico di un gruppo di amici disposti a resistere al malessere di un contesto esistenziale malato e distopico”.
Miglior Sceneggiatura Televisione: Giulia Calenda e Valia Santella (regia di Daniele Luchetti) per “Prima di noi” (Rai1)
Motivazione: “Nel reinventare per immagini il bel romanzo storico di Giorgio Fontana, le sceneggiatrici fanno una precisa scelta di campo: mettono al centro della vicenda che si dipana da Caporetto al 1978 (il che fa pensare a una seconda stagione, il libro si chiude nel 2016) le figure femminili che vivono la Grande Storia nelle piccole storie familiari con il loro corredo di errori, passioni, tradimenti, rimpianti e scontri ideologici ripercorrendo lo schema del capolavoro di Bernardo Bertolucci Novecento nell’anniversario del cinquantenario”.
Miglior Interpretazione Femminile Televisione: Matilda De Angelis per “La Legge di Lidia Poët” (Netflix)
Motivazione: “Attrice che ama le sfide e ama interpretare donne a confronto con il mondo maschile mostra energia, ironia e carisma rendendo attuale una antesignana della libertà delle donne. Ormai stella del panorama audiovisivo nazionale e internazionale, riesce a fare della prima donna avvocato un’eroina dell’emancipazione femminile. Con linguaggio sagace e sguardi in tralice dà sostanza alla battaglia delle donne per affermare il proprio ruolo nella società senza nascondere fragilità e ferite nel complesso rapporto con il mondo al maschile”.
Miglior Interpretazione Maschile Televisione: Alessandro Gassmann per “Guerrieri – La legge dell’equilibrio” (Rai1)
Motivazione: “Interprete versatile, capace di destreggiarsi fra gli imperativi morali ed etici dell’avvocato Guerrieri e le insicurezze esistenziali dell’uomo. È empatico, sensibile e irrisolto esprime misura, umanità e coscienza dei propri limiti. Nell’interpretazione dell’avvocato barese gioca di sottrazione fra silenzi assorti e una non nascosta malinconia. Incarna una nuova figura maschile, né seduttore, né eroe, lontano dunque dai cliché tra fragilità, dubbi e difetti”.
MAIN SPONSOR: BPER, Toto Holding, Citra.
SPONSOR: De Cecco, Autoabruzzo, Riflessi, Esa Energia, Istituto Acustico Maico.