Pescara, anziano picchiato in casa: arrestata una donna

La squadra mobile chiude le indagini sull’episodio del 19 novembre scorso a Pescara, quando un anziano venne derubato e picchiato in casa. Arrestata una donna, individuati i complici.

Era la sera del 19 novembre quando tre persone, due uomini ed una donna, facevano ingresso nell’appartamento di un anziano ultraottantenne, in via Mazzarino. Il malcapitato, in quel momento solo in casa, mentre era intento a guardare la televisione aveva udito la porta di ingresso aprirsi; pensando fosse un suo parente in possesso delle chiavi, si era avvicinato all’uscio, dove gli si era parata davanti una donna che subito lo ha spintonato all’interno della sala, intimandogli di non muoversi, di stare zitto e calmo, altrimenti le persone che erano con lei lo avrebbero sgozzato.

L’uomo aveva provato ad opporre resistenza e ad uscire dalla stanza, ma era stato però colpito con un violento pugno al volto da uno dei complici della donna, nel frattempo sopraggiunti nell’appartamento.

Mentre quest’ultima lo teneva costretto in sala, gli altri due malviventi, verosimilmente con l’impiego di una mola, erano riusciti a forzare la cassaforte a muro, in camera da letto, asportartando diversi preziosi, tra cui la fede nuziale appartenuta alla moglie della vittima. Subito dopo i tre si erano dileguati, mentre l’anziano, affacciatosi sul balcone riusciva a richiamare l’attenzione, facendo scattare i soccorsi.

Sul posto, oltre agli uomini della Squadra Volante e della Squadra Mobile della Questura di Pescara, giunse un’ambulanza per le prime cure alla vittima, immediatamente trasportata in ospedale e medicata per il trauma facciale riportato, e dimessa dopo qualche ora con una prognosi di 21 giorni.

Nel frattempo, all’interno dell’appartamento di via Mazzarino, gli esperti della Polizia Scientifica hanno effettuato un sopralluogo, riuscendo ad individuare sopra al tavolo della sala da pranzo un frammento di impronta papillare lasciato dalla malfattrice; l’indagine dattiloscopica ha portato alla identificazione di N.S., 46 anni pescarese, appartenente ad una nota famiglia di origine nomade, con una lunga carriera criminale alle spalle e numerosissimi precedenti per reati contro il patrimonio. La donna avrebbe dovuto essere agli arresti domiciliari a Collecorvino.

Il coinvolgimento di N.S. è stato corroborato da altre risultanze investigative raccolte dalla Squadra Mobile che, passate al setaccio le immagini provenienti dal sistema di videosorveglianza di un esercizio commerciale ubicato nei pressi dell’abitazione rapinata, ha segnalato all’Autorità Giudiziaria, quali possibili concorrenti nel reato, anche due altri familiari. Gli investigatori hanno rilevato il passaggio, in prossimità dell’abitazione dell’anziano, di una Mercedes Classe A di colore scuro, il cui “stop” di sinistra era evidentemente non funzionante, così come non funzionante – accertavano i poliziotti nel corso delle loro indagini – era lo “stop” di una Mercedes Classe A nera in uso, guardacaso, ai familiari di N.S.

Sulla scorta degli elementi di prova acquisiti dalla polizia, il Sostituto Procuratore Salvatore Campochiaro, ha chiesto ed ottenuto dal G.I.P. Antonella Di Carlo l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di N.S., nei cui confronti sono stati ritenuti sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di concorso in rapina e lesioni, aggravati dall’esser stati commessi da più persone, dall’avere adoperato violenza idonea a porre la vittima in stato di incapacità di agire, dall’aver commesso il fatto in un luogo di privata dimora e dall’aver profittato di circostanze personali in riferimento all’età della vittima, tali da ostacolarne la privata difesa. Con l’ulteriore aggravante, visti i precedenti penali di N.S., della recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale. Inoltre alla donna è stato contestato anche il reato di evasione, poiché, essendo stata sottoposta, nel marzo scorso, alla misura alternativa della detenzione domiciliare presso la propria abitazione in Collecorvino, se ne era allontanata indebitamente per eseguire la rapina del 19 novembre. Il provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. è stato eseguito dagli agenti della sezione “antirapina” della Squadra Mobile di Pescara presso il Carcere di Chieti, dove N.S. si trovava nel frattempo detenuta per le ripetute violazioni alla misura alternativa alla detenzione, precedentemente concessale.  Contestualmente i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione del domicilio degli altri due indagati, acquisendo elementi a riscontro del loro coinvolgimento nell’azione criminosa.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.