Pescara: all’asta del pesce diversi disservizi e ritardi

Durante l’asta del pesce al mercato ittico, questa mattina, ci sono stati disservizi e rallentamenti. L’ira della marineria e dei commercianti

La prima vendita del 2026 al mercato ittico del capoluogo adriatico è stata caratterizzata dal rallentamenti delle operazioni in una delle due lastre. La marineria e i commercianti chiedono al Comune di trovare soluzioni in tempi rapidi ad una situazione ormai insostenibile, visto che la struttura che ospita le aste è ormai fatiscente e i problemi e i disservizi sono frequenti.

Al Tg8 Doriano Camplone, presidente dell’associazione “Mimmo Grosso”, racconta cosa è accaduto alle 4 di questa mattina: « I disservizi sono stati dovuti al blocco della stampante dei fogli che certificano la tracciabilità dell’etichetta che va messa sulle casse di pesce che stabilisce peso, partita e prezzo dei prodotti ittici.

Inoltre alcuni commercianti hanno riscontrato che i pulsanti con i quali si aggiudicano le casse di pesce in vendita non funzionavano perchè dovevano essere sostituite le batterie.

Ma è stata accertata anche un’anomalia nelle fatture poichè, quando le casse di pesce sono state battute all’asta e aggiudicate, sull’etichetta è comparso il peso del prodotto, il prezzo e il nome del commerciante aggiudicatario mentre, sulla bolla di vendita, e quindi nelle fatture di alcune casse, erano duplicate. Quindi in definitiva c’era una bolla di vendita con delle casse virtuali che in realtà non esistevano.
Questo avrebbe comportato un debito ingiustificato nelle casse dei commercianti, un credito sballato in quelle dei produttori e quindi un accredito non dovuto e problemi amministrativi. La ditta che si occupa dell’assistenza, da remoto, ha garantito che ha risolto il problema.
Tali rallentamenti hanno fatto sì che una barca, sul nastro che aveva difficoltà, ha venduto il pesce nel tempo in cui, invece, sull’altro nastro hanno venduto tre barche.

La barca che ha venduto sul nastro che ha dato problemi si era aggiudicato il primo numero di vendita ma, in realtà, ha terminato la vendita, a causa di questi di ritardi, insieme all’ultima barca. Quindi con una situazione del genere va a vanificare anche il vantaggio che una barca può avere perché si è aggiudicata il numero di vendita precedente agli altri.
Per vendere il pesce di quattro barche si è impiegato un’ora e mezza: lo stesso tempo impiegato per vendere quello di 20 barche.

Un danno per i commercianti che hanno tempi stretti per iniziare la distribuzione nei negozi oppure il trasferimento del pesce in altri punti vendita più lontani. La maggior parte dei commercianti va via e rimangono solo alcuni acquirenti che sono fondamentalmente i grandi commercianti che già hanno nei magazzini molto pesci che arrivano anche da altre parti.
E quindi loro si aggiudicheranno il pesce a prezzi molto bassi perché la concorrenza è molto minore. Il risultato è che l’asta non riesce a funzionare regolarmente.

Non ci sono stati gravi problemi perché c’erano solo quattro barche ma immaginiamo che cosa può accadere con una vendita del pescato di 20 barche. Non è accettabile che continui ad esserci un disservizio grave.  Se questo dovesse accadere, la marineria pescarese passerà all’azione, anche con proteste eclatanti».