Il Tar azzera 25 anni di rinvii e impone tempi perentori per la nascita del Parco Nazionale della Costa Teatina entro il termine perentorio di 90 giorni. L’ex commissario Giuseppe De Dominicis al Tg8 spiega come superare i nodi politici
Dopo un quarto di secolo di rinvii il TAR di Pescara ha ordinato l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina entro il termine perentorio di 90 giorni.
I giudici amministrativi, accogliendo il ricorso del WWF, hanno messo alle strette la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Abruzzo e, se entro tre mesi l’area protetta non sarà delimitata provvisoriamente, scatterà la nomina automatica di un commissario ad acta. Ma l’effetto più immediato è lo stop al cemento selvaggio: il WWF ha già annunciato una diffida formale a Comuni e Ministero per bloccare qualsiasi licenza edilizia o concessione incompatibile con la tutela della costa, facendo leva sulle misure di salvaguardia che la sentenza rende retroattive.
Il punto con l’ex Commissario Giuseppe De Dominicis
Proprio mentre scatta il conto alla rovescia dei 90 giorni, le domande sul “come” e sul “cosa succederà adesso” diventano urgenti. Per questo abbiamo intervistato Giuseppe De Dominicis, già Presidente della Provincia di Pescara, che nel 2014 fu nominato dal governo Commissario ad Acta con il mandato specifico di tracciare i confini del Parco e superare il muro contro muro tra gli enti locali.
Con De Dominicis abbiamo analizzato l’impatto di questo ultimatum, il destino della Via Verde (la pista ciclabile di 40 km nata sulle ex stazioni ferroviarie) e le insidie dell’ultimo cavillo politico: un emendamento di fine 2025 firmato da Fratelli d’Italia che ha cambiato il nome in Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina, cancellando la figura del commissario governativo proprio alla vigilia del pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale.