Parametri e Green Pass, Marsilio: “Passi avanti del governo ma non bisogna obbligare”

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo il confronto odierno con il governo, afferma che l’Esecutivo, guidato da Mario Draghi, sta facendo passi avanti sui parametri ma sul green pass imbocca la strada sbagliata.

Il governo ha illustrato oggi, 22 luglio, a Regioni, Province e Comuni le nuove misure sui nuovi parametri e secondo il governatore Marsilio “c’è stato un passo in avanti significativo nell’accogliere la richiesta delle Regioni “. Per saperne di più clicca qui: Covid: dal 5 agosto green pass nei locali al chiuso. Stato di emergenza fino al 31 dicembre

Marsilio evidenzia che è ciò che” io personalmente sostengo da mesi di passare a considerare prioritariamente il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale per il passaggio in una fascia più restrittiva (anche se la proposta delle Regioni prevedeva una percentuale più alta per il cambio di fascia da bianca a gialla).

Questa decisione consente – seppur all’ultimo giorno utile – di scongiurare il passaggio in zona gialla di alcune Regioni già a partire da lunedì prossimo pur avendo gli ospedali vuoti.

A tal proposito, è comunque bene sottolineare che l’Abruzzo non correva tale pericolo nell’immediato, avendo un’incidenza relativa di circa la metà rispetto alla soglia di 50 positivi ogni 100.000.

Sul green pass, al contrario, la filosofia della scelta del Governo è contraria a quella suggerita dalle Regioni e da me sostenuta: si doveva e poteva usare il green pass come strumento per ‘liberare’ le persone già vaccinate da restrizioni e limitazioni inutili, per ‘aprire’ discoteche, stadi, teatri e arene per concerti in condizioni di maggior sicurezza. Mentre ora sarà usato per ‘obbligare’ persone, che in molti casi non sono ancora vaccinati solo perché non ci sono stati ancora distribuiti vaccini in numero sufficiente per fornirli a tutti, a esibirlo nei ristoranti o nelle palestre, senza spiegare chi e come sarà tenuto a verificare, far rispettare e sanzionare tale obbligo”.

 

Gigliola Edmondo: