Oftalmolofia Chieti: gli oculisti del futuro e la chirurgia robotizzata virtuale

Dal 13 al 15 settembre a Chieti oltre 300 oculisti partecipano alla tre giorni sull’alta tecnologia teorico – pratica, anche attraverso l’utilizzo di simulatori di chirurgia robotizzata virtuale.

Sono oculisti che, in rappresentanza di tutte le Scuole Italiane di Oftalmologia, partecipano alla quattordicesima edizione del Corso SOU, organizzato dalla Società Oftalmologi Universitari presieduta dal professore Leonardo Mastropasqua, in programma dal 13 al 15 settembre nel campus dell’Università dell’Adriatico “Gabriele d’Annunzio” a Chieti.

Il professore Mastropasqua, direttore del Centro di Eccellenza universitario CNAT ricorda che “Le Scuole italiane di Oftalmologia vengono chiamate a confrontarsi sulle tematiche più attuali della oculistica clinica e chirurgica senza trascurare le tecnologie più innovative. Con l’aiuto dell’alta tecnologia, la simulazione trasporta il medico oculista in un ambiente che ri-produce fedelmente la situazione in cui si troverà ad operare. Per questo rappresenta il futuro della formazione nell’ambito della chirurgia dell’occhio.

Le Scuole di specializzazione, oggi, devono produrre chirurghi tecnologicamente avanzati. Come i piloti vengono addestrati su simulatori per pilotare i jet, anche gli oculisti hanno elaborato tecnologie che consentono loro di esercitarsi non direttamente sull’occhio umano, ma su simulatori che lo riproducono nei minimi dettagli”.

Il Centro di Eccellenza in Oftalmologia dell’università di Chieti-Pescara è sede della Scuola italiana di Chirurgia Robotica; dal 2006 nel Centro si utilizzano tecniche di chirurgia robotica. Proprio per questo gli specializzandi in Oculistica potranno misurarsi su interventi e soluzioni operative attraverso l’utilizzo di simulatori dell’occhio umano”.

 

Il prof Mastropasqua, inoltre, afferma che “Nel Centro universitario sede del corso degli oculisti vengono utilizzati sistemi robotizzati tra cui il laser a femtosecondi, un laser che interviene ad una velocità pari ad un milionesimo di miliardesimo di secondo per la cornea e per la cataratta e sistemi di chirurgia tridimensionale e navigata per la retina.

Nei tre giorni del Corso, per ogni sessione tematica saranno trattati gli argomenti di maggiore attualità che i Medici Specializzandi, coadiuvati da Tutor, presenteranno in modo da stimolare una proficua di-scussione interattiva. Saranno i docenti, invece, a presentare all’interno di ognuna delle  sessioni prin-cipali, dei temi di interesse attuale, per fornire ai discenti informazioni pratiche ed aggiornamenti  che andranno ad arricchire il bagaglio personale di conoscenze e competenze professionali.

Le diverse Scuole di Oftalmologia si confronteranno su soluzioni operatorie e terapeutiche e, al termine, risulterà vincitore chi proporrà le formule più innovative nell’ambito di quella che può essere definita come una vera e propria gara scientifica.

Saranno i giovani specializzandi a gareggiare presentando le novità scientifiche della propria Scuola e una giuria di Maestri attribuirà ai vincitori il premio SOU 2018.

La novità di questa edizione del Corso SOU, consiste nel premiare i migliori lavori presentati (Best Paper per ciascuna sessione tematica), con stage formativi presso l’ESASO (European School for Advanced Studies in Ophthalmology) di Lugano, utilizzando una formula di formazione teorico-pratica internazionale per le Scuole partecipanti alla SOU.  Il miglior lavoro presentato “Best of the Best SOU Award”, riceverà la SOU CUP 2018 ed un Grant per un Congresso internazionale del 2019.

L’alta tecnologia e la robotica oggi presenti in poche strutture  saranno routine in pochissimo tempo. Gli Specializzandi in formazione devono pertanto conoscere e saper usare queste tecnologie nella diagnosi precoce e nella chirurgia per poter essere competitivi in Europa e nel mondo quando conseguiranno la specializzazione.

Questo è l’obiettivo primario della Società Oftalmologica universitaria: formare oculisti ed eccellenti chirurghi al passo con le tecnologie più innovative”.

 

Gigliola Edmondo: